Rifondazione Comunista

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fermiamo l'assuefazione

di Massimo Marcelli Flori

Si, sabato mattina ero al mare, al solito posto a Palombina qualche ora di sole prima che l’annunciata inclemenza del tempo costringesse tutti ad un precipitoso anche se pianificato rientro a casa. La tipica mattinata falconarese, i commenti sui mondiali di calcio e sull’assenza delle mezze stagioni, quattro salti sotto la rete del beach volley l’improbo tentativo di impedire a mio figlio di fare il bagno con la colazione ancora da digerire. Si dirà, tran tran quotidiano di una estate ormai solita, ormai tradizionale. Solito e tradizionale come il girovagare degli uomini carichi di fermacapelli, fazzoletti e bigiotteria tra gli ombrelloni variopinti e il dolciastro delle creme solari. A quel girovagare speranzoso e stanco mi sto abituando, una pericolosa assuefazione, quasi quegli uomini facessero legittimamente parte di un presepio estivo, come le alghe, le meduse, la puzza dell’API e le chiazze di catrame sulla battigia insomma di ciò che offre la nostra cittadina. So bene di poter essere smentito, ma non ricordo un solo negozio a Falconara vendere i medesimi oggetti proposti tra gli ombrelloni ecco perché mi pare difficile giustificare lo spopolamento del commercio in piazza Mazzini con l’incedere del commercio abusivo di collanine e braccialetti in riva al mare. Però l’immagine è tutto cosi ormai ci si abitua e piano piano si interiorizza la cultura dell’odio che qualche improvvisato burocrate cerca di veicolare sfruttando la cinica ricerca di un capro espiatorio per poter sfogare gli istinti più beceri. Questo ha rappresentato la “retata” organizzata dalla paura. La divisa (verde o blu non importa poi molto) gli scarponi, il potere, la forza che schiaccia, il pugno di ferro! Perché in fondo scorgere poveri cristi che corrono in riva al mare e stanarli dai loro turpi traffici illegali è già di per se una soddisfazione se poi questo avviene in sinergia tra le forze dell’ordine già, l’ordine, la sensazione di protezione avvolge ogni falconarese come un piumone caldo in pieno inverno. Mi si dirà la legge è la legge! Un po’ quello che hanno detto a Patrizia D’addario per non aver fatturato le prestazioni di palazzo Grazioli, la legge è la legge, anche una scopata va fatturata e sia chiaro con l’IVA al 20%, niente furbizie non si tratta di risparmio energetico. Era sabato e l’ingente spiegamento (senza retorica) con l’occupazione strategica dei sottopassi mi ha fatto tornare in mente i giorni di Genova anche lì sottopassi, anche lì ingenti spiegamenti, certo i furgoni sono carichi di centinaia di bandane e braccialetti, alcuni occhiali da sole e una pistola giocattolo che spara bolle di sapone ma l’illuminazione negli occhi è la stessa. In questa commedia surreale è stato coinvolto anche il corpo dei vigili urbani che, ne sono certo, ne avrebbe fatto volentieri a meno, un po’ perché non sono aguzzini, loro, un po’ perché se “straordinario” deve essere almeno servisse a qualcosa. Il resto lo ha fatto l’italica cultura del più forte. L’ormai ripetitivo comunicato stampa del comune sul quale diventa anche difficile ironizzare perché autoironico da solo, basta leggere: È questa una delle più significative operazioni realizzate grazie alla sigla del “Protocollo sulla Sicurezza” per contrastare le irregolarità sulle nostre spiagge, al fine di garantire a tutta la cittadinanza ed ei turisti sicurezza e protezione”. Si, c’è scritto proprio protezione, varcati irrimediabilmente ma penso consapevolmente i confini del ridicolo. Ma non è tutto, la domenica successiva un quotidiano nazionale titola “BLITZ CONTRO I VU’ CUMPRA’” apoteosi, quando il lessico è un manifesto culturale. Sono uomini, signori giornalisti, UOMINI non VU’ CUMPRA’, uomini disperati, uomini che, come i piccoli montanelli della vallesina, vogliono bene ai loro figli alla loro famiglia alla quale spediscono i ricavato che resta di quei braccialetti e di quelle collanine (ovviamente tolta l’usura dei 400€ al mese per vivere in 10 in 60 metri quadrati), UOMINI che vivono in un paese ostile che li usa quando servono e li caccia quando logori, UOMINI che a Falconara rappresentano l’odiata trasposizione della britannica caccia alla volpe. Non si può restare inermi, non si può attendere che l’assuefazione prenda il sopravvento ed elimini dalla nostra anima anche quel barlume di umanità che c’è rimasto, se c’è rimasto. Ma cattolicissimo Brandoni, si, quello del crocefisso in tutte le stanze del comune ha mai letto il vangelo che proprio quel Cristo predicava? “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” sai che significa Goffredo? Hai visto gli occhi di quegli uomini? Li hai visti? E allora te lo auguro di cuore, ti auguro di essere trattato cosi, ti auguro di dover scappare in burkina faso per vendere gli adorati ciondoli raffiguranti il cavallo alato dell’API e ti auguro di ottenere lo stesso trattamento che con insospettabile sadismo e penso autocompiacimento (altrimenti non firmeresti quegli incredibili comunicati stampa) stai riservando a chi chiede aiuto. In questa Falconara ormai stuprata nella sua cultura e nella sua indole solidale dove accoglienza e solidarietà hanno guidato anche i periodi più bui dell’arrivismo e della cementificazione, sono certo che qualcuno avrà plaudito alla prova di forza, a quello scarpone che schiaccia la formica, magari proprio quel commerciante che si lamentava della presenza delle badanti straniere in piazza Mazzini perché dopo aver “doverosamente” pulito il culo agli anziani falconaresi mentre i figli se ne stanno al mare non avevano nemmeno il diritto di parlare tra loro e pensa te, addirittura in piazza! Sono certo che vista l’ottusità ripetutamente dimostrata, le mie confuse parole verranno lette come l’attacco politico dei comunisti per vincere le elezioni, questo è pateticamente normale e in fondo non mi aspetto altro, forse invece egoisticamente rappresentano quel tavor indispensabile anche se non sufficiente a non far prevalere la rabbia ad evitare che il disgusto e lo schifo che provo si trasformi in altro.

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