In fondo grazie pal-miro…L’esito finale dell’estenuante tira e molla messo in scena dall’esponente di Colbordolo merita senza dubbio una riflessione, in parte per come esso è maturato ossia nell’analisi dei vari passaggi e in parte per l’orizzonte che delinea. Intanto si è alzato il sipario sul grande inganno partito dalle primarie interne del PD. Le numerose affermazioni di Bersani durante la campagna delle primarie avevano alimentato illusioni anche in una parte del corpo militante della sinistra che leggevano nella contesa ds-margherita (Bersani-Franceschini) la possibilità concreta di uno spostamento a sinistra del PD nello sviluppo di una linea flebilmente socialdemocratica. Bersani ha poi vinto le primarie e immediatamente sconfessato con i fatti le affermazioni servite per vincere declinando una linea politica inizialmente ondivaga poi inesorabilmente ancorata al 2013 nello spostamento dell’asse politico sul versante del moderatismo utilitaristico del fine che giustifica i mezzi. Ma un partito che sposta il baricentro deve avere una regia che uniformi tattica e strategia e qui entra la cavia Marche. Perché se è vero che tutto sommato poco dice la sperimentazione in Veneto con la logica del niente da perdere altra valenza essa assume nelle Marche dove sperimentare implica ristrutturare e per ristrutturare, l’edilizia insegna, occorre demolire per ricostruire. E qui entra in scena “pal-miro” che, piccone alla mano, comincia a colpire con quotidianità e sistematicità ciò che in quindici anni la sintesi democratica aveva costruito. La demolizione si porta dietro inevitabili contraddizioni, un po’ come i calcinacci che ti schizzano addosso, ma per “pal-miro” contraddirsi diviene dazio necessario che spesso lambisce il ridicolo come quando per provocare una reazione virulenta, che saggiamente non arriva, definisce la sinistra comunista come “reperti archeologici del 400 a.c.” dimenticando di confrontarsi con l’ufficio anagrafe di Colbordolo che gli assegna un nome che declina già di per se una storia che se non è archeologica….. Quando la demolizione non ottiene gli effetti sperati, cioè quando la provocazione non sortisce la reazione uguale e contraria che motiverebbe l’addio, allora occorre costruire il pretesto, l’alibi, la giustificazione preventiva e qui vengono i problemi, perché se condividi e sottoscrivi un programma comune, come le forze politiche del centro sinistra hanno fatto, devi attaccarti ad altro. E torna in scena la falce e il martello con aut aut del tipo o cambiate simbolo o arrivederci… Certo è semplice per uno che ha depositato ormai da tempo la richiesta di cambiare nome (da Palmiro ad Alcìde) pretendere dagli altri di spogliarsi dei propri ideali dei propri valori e ovviamente dei propri simboli e ciò nonostante nulla, anche questa provocazione non attacca, stì stronzi di comunisti… Allora che fare? Semplice si fa una bella conferenza stampa nella quale con l’indice in perenne movimento si comincia: tu si, tu no tu forse, come quei caporali di Villa Literno che la mattina presto “selezionano” la forza lavoro. Le Marche diventano un “laboratorio” di costanti vivisezioni, Bersani l’ha deciso Ucchielli l’ha fatto. Eppure sono grato a “pal-miro” perché è riuscito in ciò in cui tanti, tantissimi avevano fallito. Sono entrato in RC nel 1994 e da allora ho assistito ad una serie innumerevole di lacerazioni, distinguo e divisioni che immancabilmente avevano come epilogo l’ennesima scissione a sinistra, una logica autolesionista un percorso quasi rituale. E oggi “Miro” con l’obiettivo dichiarato di distruggere la sinistra ottiene l’esatto contrario la ricompone! Se solo avessi immaginato nel 1994 le virtù taumaturgiche dell’ex sindaco di Corbordolo se solo avessi saputo della sua capacità nel lavorare in una direzione ottenendo di riflesso l’esatto contrario oggi la sinistra marchigiana avrebbe forse il 51%! Ecco perché lo ringrazio davvero. Quanta chiarezza in un sol colpo: tolta la maschera, il PD si autodefinisce definitivamente partito di centro (e con questo finalmente finisce l’ipocrisia di chiamarsi compagni) l’UDC con i piedi in due staffe anzi in tutte le staffe esibisce il prezziario da “escort” della politica (per chiarezza sarebbe più giusto usare il termine puttana) e la sinistra si ricompone in una coalizione, sporchi, cattivi, reperti archeologici ma vivaddio finalmente insieme perché con una metafora di indubbia efficacia come ha detto un caro compagno, quando mischi la merda con la panna difficilmente la merda saprà di panna, più facilmente la panna acquisirà quell’odorino acre…..
Massimo Marcelli Flori |
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