Rifondazione Comunista

Partito della Rifondazione Comunista - P.zza Albertelli 10/a, 60015 Castelferretti-Falconara tel/fax 071.9161938

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la Zanzara

 
"Brandoni negativo al test antidroga". E' caduto anche l'ultimo alibi...


sabato 13.02 cena di autofinanziamento

ore 20,00 c/o il circolo Gramsci P.zza Albertelli (Castelferretti)
per informazioni e prenotazioni (entro il 10.02) 071.9161938 (anche segreteria telefonica) o 348.8880661


“solo gli stupidi non cambiano mai idea”, sarà…

La decisione unilaterale di rompere l’alleanza di centro-sinistra in Regione da parte del Partito Democratico riassume in sintesi una declinazione di linea politica chiara e non interpretabile. Una linea politica che non condivido e che penso rappresenti, proprio perché sfacciata, il manifesto politico rappresentativo della definitiva mutazione e collocazione dell’allora PdS. Ma non è di questo che vorrei parlare, ci sarà tempo e modo per compiere un’analisi di prospettiva sugli scenari definiti (e non da un punto di vista elettorale-amministrativo) piuttosto ciò che davvero mi ha colpito è l’assordante silenzio non tanto del Pd quanto di alcuni suoi esponenti a Falconara. E’ assolutamente legittimo cambiare linea politica e penso che ciò debba essere insindacabile da fuori, come è legittimo sposare contenuti e proposte nuove, come ancora porre il “vincere” come obiettivo prioritario rispetto al resto, a qualunque resto (programmi, ideali, consonanze politiche), ciò che però rappresentava l’unico cromosoma comune era il rifiuto di veti discriminatori. E invece è proprio questo il terreno volutamente scelto per giustificare e motivare la piroetta. I simboli, gli ideali, la falce e il martello, lo scudo crociato, la laicità etc. E’ da qui che parte l’assordante silenzio perché se Roberto Piccinini era a fianco di Ucchielli nell’affermare con convinzione la decisione unilaterale di accettare e anzi rinforzare con il sarcasmo e la saccenza il veto anticomunista dell’UdC non si hanno tracce di Emanuele Lodolini e Antonio Mastrovincenzo. Non sono solito rivolgermi direttamente a qualcuno, ma le esperienze passate e una conoscenza non episodica mi consentono lo stupore di cui sopra. Perché questo atteggiamento richiede coerenza, e per stare ai proverbi direttamente provenienti da “palmiria”, chi tace acconsente. Acconsente entusiasticamente Piccinini (ma insomma questa non è una novità) acconsente Emanuele segretario Provinciale del PD ed acconsente Antonio Capogruppo del PD in consiglio a Falconara. E allora mi domando, che sviluppi potrà avere questo consenso silente a Falconara? Certo forse Antonio Mastrovincenzo e Gilberto Baldassarri potranno andare insieme all’appuntamento con il vicepresidente della giunta Pettinari a meno che quest’ultimo non sia impegnato in una riunione con forza nuova a Macerata, o forse sono ingenuo io e le cose stanno molto più avanti e sono già in corso riunioni per l’allargamento della maggioranza di Falconara. Battute (?) a parte resta però il silenzio, l’assordante silenzio che però dice più di tante parole e che nei fatti ridefinisce un perimetro dentro al quale ognuno decide consapevolmente se starci o meno. Il silenzio mi dice che probabilmente sia Emanuele che Antonio hanno già scelto. Chapeau e auguri.

Massimo

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Gli auguri scomodi di don Tonino Bello

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli! Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame. I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce" dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge ", e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.  Tonino BELLO
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cartolina di auguri

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da Brandoni a Brandoni

E’ difficile oramai dare un senso alle parole, anzi, c’è una rottura ossimorica tra il vero e il detto. Ruspe che demoliscono un riparo, spianano un povero giaciglio e foto glorificano questa codarda ipocrisia che è quella degli stupidi che tra il dito e la luna, come sempre, guardano il dito. Qual è il decoro di una città civile? L’accoglienza verso gli ultimi, l’attenzione al disagio, la preoccupazione che tutti si sentano coinvolti nella comunità o le regole sciocche che escludono e non riescono a capire e nemmeno a risolvere i problemi? Piange il cuore a vedere quelle immagini messe in piazza per glorificare la propria stupida incapacità ad ascoltare le sofferenze e a faticare per alleviarle. Piange il cuore perché questa modalità sciupa ogni senso di civiltà, trasuda l’egoismo della schizofrenia paurosa di chi pensa di proporre un modello di società dove gli ultimi non possono esistere e quindi vengono cacciati, irrisi, gettati fuori dalla comunità. E’ la rupe Tarpea di Roma, l’eugenetica di Sparta, madri di tutti i totalitarismi, che animano questo sciocco glorificarsi. E invece Falconara è città civile, è città della Tenda di Abramo, di un volontariato pieno di passioni. Credo, sindaco, che questa azione ti renda lontano dall’essere Sindaco di tutti questi. Spesso hai assunto i toni del miles gloriosus di Plauto, e sia. Le ostentazioni muscolari da vigilante da spiaggia risultavano financo comiche e suscitavano il sorriso che la farsa a volte merita. Questa azione no. Questa, e più ancora la sua vantata ostentazione, suscitano ribrezzo. Ti scrivo, caro sindaco, anche per un fatto personale, perché, purtroppo, l’anagrafe mi consegna il tuo stesso cognome. Non posso vergognarmi delle tue vergogne ma se riuscissi con queste poche righe a regalarti un momento di riflessione ne sarei felice. Considerale, quindi, il mio regalo di Natale.
 
Giuliano BRANDONI (consigliere regionale)
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L'ipocrisia

Riportiamo uno stralcio del comunicato stampa del consigliere regionale Giacomo Bugaro (Popolo delle Libertà)
"Personalmente e tutto il mio Partito non siamo contro le centrali ma queste devono essere realizzate con modalità ed in luoghi conformi ed adatti ad ospitare siti così particolari come questi. Il Comune di Corinaldo ospita già un’imponente discarica che riceve in deroga l’immondizia di 35 Comuni della nostra Provincia e quindi ha già nel suo territorio un “impianto ad alto rischio ambientale”. Voler ulteriormente gravare su una zona come quella corinaldese con un altro sito del genere è fuori da ogni logica anche in ragione della presenza dei noti scavi archeologici e senza dimenticare che il Comune di Corinaldo è stato più volte premiato come uno dei borghi più belli d’Italia e d’Europa. Questo complesso di ragioni ci portano ad esprimere il parere contrario che mi auguro trovi un largo consenso in seno all’Assemblea Regionale"

"Scrive Giacomo Bugaro: 'Personalmente e tutto il mio Partito non siamo contro le centrali ma queste devono essere realizzate con modalità ed in luoghi conformi ed adatti ad ospitare siti così particolari come questi. Il Comune di Corinaldo ospita già un'imponente discarica che riceve in deroga l'immondizia di 35 Comuni della nostra Provincia e quindi ha già nel suo territorio un " impianto ad alto rischio ambientale'. Verrebbe da dire 'ben detto', se non fosse che tali affermazioni sono cariche di una ipocrisia senza precedenti. Perché vede signor consigliere, il suo partito e il 'suo' sindaco Brandoni sono coloro che invece per la 'pattumiera Falconara' hanno, con un entusiasmo senza precedenti, non solo stipulato una convenzione preventiva che legittima la realizzazione di due impianti per un totale di 580 MW (in aggiunta a quelli già esistenti), hanno liquidato i numerosi contenziosi con sprezzante disprezzo dei diritti dei cittadini ma contemporaneamente hanno iniziato a ridicolizzare lo studio epidemiologico realizzato dall'Istituto Nazionale Tumori di Milano utilizzando la 'competenza' acquisita nel tempo dal sindaco di Falconara (un geometra folgorato dall'oncologia applicata). Eppure il consigliere Bugaro dovrebbe sapere cosa significa l'acronimo AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) come dovrebbe sapere che l'API di Falconara è già ora (anche senza l'aggiunta delle due centrali) un impianto a rischio di incidente rilevante e allora perché a Corinaldo giustamente si dice di opporsi alla realizzazione di una nuova centrale perché nel territorio è presente un "impianto ad alto rischio ambientale" mentre a Falconara questo giusto atteggiamento non è concesso?  Ecco l'ipocrisia, a Corinaldo vanno tutelati i cittadini e a Falconara no? A Corinaldo non si deve rischiare e a Falconara il rischio va addirittura istituzionalizzato? Cittadini di Serie A e cavie di serie B? Mi può cortesemente spiegare perché i bambini di Corinaldo si vedranno giustamente tutelati dall'elevato rischio qualitativo di leucemie mentre sui bambini di Falconara si può sperimentare? Grazie consigliere Bugaro e glielo dico come falconarese, come cittadino e come padre, la sua coerenza è un onore per i cittadini di Falconara.

Massimo Marcelli Flori Segretario provinciale PRC - Ancona

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I quattro lati che perimetrano la pattumiera Falconara

di Massimo Marcelli Flori
In questi mesi ho sentito numerose volte, e da tanti, sostenere l’impianto complessivo e la validità del PEAR, la sua sostenibilità il suo rappresentare un efficace connubio tra sviluppo e ambiente. A volte certo, a guidare ed orientare i pareri, sono i termini stessi: ambiente, sostenibilità, salvaguardia, micro-impianti, vento, sole, insomma un ambientalismo quasi indotto. Un po’ come con la nascita del movimento dei verdi, il sole, la natura, i ruscelli incontaminati il cinguettio dei passerotti mangiando una mela senza pesticidi, in poche parole chi davvero vuole più smog, inquinamento e la mucca pazza? Altre volte invece c’è la consapevolezza dell’indispensabilità di questo strumento ma è una consapevolezza che non si ferma al domani, va oltre perché poggia su analisi di prospettiva che esulano dall’esclusivo quotidiano e anzi tentano di tenere insieme la sostenibilità di un progresso necessario. La positività e il sostegno al PEAR, consapevole o no, si ferma però di colpo quando investe “il mio cortile”. Già, NIMBY (per Not In My Back Yard, "Non nel mio cortile"). Il tentativo maldestro di fermare i parchi eolici (peraltro approvati e sostenuti dalle comunità locali) perché l’estetica della “pala” cozzerebbe con le siluette collinari (o con le discariche abusive?) rappresenta a tutto tondo la prima forma di incoerenza ambientale. (continua)
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Il Falco Rosso Novembre 2009

Scarica il Falco Rosso Novembre 2009


Lettera aperta dell'Assessore regionale Marco Amagliani ai lavoratori dell'Api di Falconara

La strategia aziendale della raffineria Api, contenuta nel piano industriale presentato ai sindacati, prevede la riduzione di 140 unità di personale presso la raffineria di Falconara. L’amministratore delegato dell’Api lo ha ripetuto anche nel corso dell’audizione presso la Commissione consiliare regionale, precisando che la riorganizzazione dell’impianto andrà realizzata a prescindere dalla sorte delle progettate centrali elettriche. Le cronache quotidiane, dominate ormai da tempo dai numeri  sulle crisi aziendali, non aiutano purtroppo a chiarire che per l’Api non si tratta affatto di un’azienda in crisi. La raffineria, secondo la recente accreditata classifica della Fondazione Merloni occupa stabilmente il 9° posto per fatturato tra le prime cento aziende marchigiane e, contrariamente alla stragrande maggioranza delle altre, ha visto il proprio volume di vendite crescere nel 2008 del 13% rispetto al 2007. Dunque la scelta è quella di abbattere, attraverso i licenziamenti, i costi di produzione dei prodotti petroliferi. Ma è poi vero che la stessa produzione si può fare con 140 lavoratori in meno? Probabilmente si, se si decide di lavorare di più e in condizioni più precarie. La produttività, appunto! Attenzione però, la raffineria non è una fabbrica come le altre, è catalogata dalla legge come impianto a rischio di incidente rilevante, tanto che l’area su cui sorge, e quella circostante, è classificata dal ministero dell’ambiente come sito inquinato di interesse nazionale. L’impianto prescrittivo ed il protocollo d’intesa che l’Api ha sottoscritto con la Regione all’atto del rinnovo della concessione prevedono al contrario una serie numerosa di prescrizioni che la raffineria deve rispettare se vuole convivere con il territorio, prescrizioni che si traducono nella necessità di investimenti continui e consistenti per la manutenzione, per il miglioramento delle tecnologie, per il monitoraggio e la bonifica dell’ambiente in cui è inserita e che in tutti questi anni ha danneggiato. Con 140 lavoratori in meno questa convivenza diventa più pericolosa. Io penso allora che il confronto con l’Api debba svilupparsi sugli impegni che la raffineria deve mantenere, a partire dalla bonifica del sito e da una manutenzione dell’impianto più efficiente. Su questo terreno, da subito, c’è lavoro per tutti, sapendo però che in cima alle priorità della Regione non ci sono i profitti dell’Api bensì la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Ecco i motivi per i quali condivido tutte le vostre preoccupazioni e sostengo con convinzione la vostra lotta.

Marco Amagliani Assessore all’Ambiente della Regione Marche



"in difesa della democrazia"

PRESIDI IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA E PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL CAPO DEL GOVERNO
A difesa della Costituzione della Repubblica, oggi, giovedì 8 ottobre, alle 17.30 la Federazione della Sinistra organizza presidi davanti alle Prefetture chiedendo le dimissioni del capo del Governo.
Ad Ancona, in Piazza del Plebiscito ( Piazza del Papa) davanti alla Prefettura alle 17.30
Dichiarazione della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci-Socialismo 2000) resa a nome di Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi
Adesso Berlusconi, il corruttore dell'avvocato Mills, si dimetta e si vada subito a nuove elezioni anticpiate. Rispetto alle quali proponiamo a tutte le forze democratiche di dare vita a una brevissima legislatura di garanzia costituzionale che approvi la legge sul conflitto d'interessi, cancelli le misure sulla giustizia approvate dal governo Berlusconi e vari una legge elettorale proporzionale che superi l'attuale "legge truffa", legge che regala a un Berlusconi e a un centrodestra minoritari nel Paese la maggioranza dei parlamentari.


Raffineria Api: si deve fare chiarezza sugli annunciati tagli al personale

Solo pochi giorni fa, la Raffineria API di Falconara Marittima ha comunicato ai suoi dipendenti ed all’intera comunità marchigiana, l’imminente presentazione di un piano industriale che sostanzialmente prevede il taglio di 140 unità lavorative di cui oltre 100 nel settore operativo, quindi presso gli impianti. Oltre alla mai scontata solidarietà per le giuste rivendicazioni dei lavoratori, ritengo sia assolutamente doveroso che si faccia chiarezza attorno alle reali intenzioni dell’Azienda, alle ripercussioni che ne deriverebbero, sia in termini di mantenimento dei livelli occupazionali, sia in tema di sicurezza e sostenibilità ambientale interna ed esterna all’Azienda che potrebbero essere ancora più a rischio con la riduzione di personale. Ho cercato nel tempo, come Amministratore pubblico ai vari livelli istituzionali, di affrontare le tematiche legate alla difficile convivenza tra la Raffineria e la città di Falconara. Un impegno caratterizzato da riconoscimenti, ma anche da tante incomprensioni che mi hanno insegnato a ritenere ormai inevitabile il metodo del confronto tra le parti, rifuggendo luoghi comuni, condanne senza appelli, il dileggio. Le dichiarazioni di Cogliati, Amministratore Delegato dell’Azienda, peraltro incontrato personalmente assieme al Presidente Spacca, hanno senza dubbio fatto giustizia in merito alla netta separazione tra la questione legata all’autorizzazione delle due Centrali ed il piano di riconversione industriale che porta con se i 140 esuberi di personale. Ritengo però che molti margini di ambiguità rimangano ancora, pertanto è auspicabile fare chiarezza al più presto, magari attorno ad un tavolo dove esplicitare le intenzioni e le posizioni di tutti i soggetti che a vario titolo hanno avuto od abbiano responsabilità e competenze in merito alla vicenda API. Ciò per evitare scorrette interpretazioni che generano equivoci o si prestino ad essere travisate o strumentalizzate per finalità che niente hanno a che vedere con la salvaguardia dei posti di lavoro e tanto meno con la sicurezza e la sostenibilità ambientale. Con massima collaborazione e volontà di chiarezza assicuro la mia totale disponibilità al confronto pubblico proposto dal Segretario provinciale di Rifondazione comunista di Ancona, Massimo Marcelli Flori, con l’Amministratore Delegato Cogliati ed il Sindaco di Falconara Brandoni, nella convinzione che il metodo più giusto per restituire dignità alla politica, sia la ricerca del confronto e la partecipazione.
Marco Amagliani - Assessore all’Ambiente della Regione Marche


tagli all’organico API, Renzo Amagliani 'Non ristrutturazione aziendale'

I tagli al personale della raffineria di Falconara, annunciati dall’Amministratore Delegato di API Raffineria S.p.A, non possono essere gestiti come una normale ristrutturazione aziendale perchè forti sono le questioni che intrecciano organico e sicurezza, ambientale e degli impianti, in una realtà industriale che lavora prodotti petroliferi e che ha dimostrato, con i ripetuti e anche gravi incidenti e con i frequenti guasti avvenuti negli ultimi anni, il suo livello di pericolosità. Particolarmente preoccupante e inaccettabile è l’esubero dichiarato (ben 103 unità) degli addetti direttamente impegnati sugli impianti di produzione. Con questi tagli si pregiudicherebbe ogni garanzia di funzionalità e sicurezza. E’ partendo da questa convinzione, e dalla necessità che si chiariscano anche le reali intenzioni del gruppo industriale dell’API sul futuro del sito falconarese e all’interno di quale strategia industriale questo si collochi, che abbiamo presentato una mozione in Consiglio Provinciale. Una mozione che impegna la Giunta provinciale a farsi parte attiva per la costituzione di un tavolo in cui l’azienda discuta con le istituzioni e le organizzazioni sindacali gli scenari che interessano, per l’oggi e per il futuro, la raffineria di Falconara soprattutto per ciò che concerne gli aspetti occupazionali e le tematiche della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei cittadini. Cercheremo, per quanto ci riguarda, anche attraverso il nostro Assessore in Giunta Provinciale, che ha appunto le deleghe alle politiche del lavoro e della sicurezza, di dare ogni utile contributo a sostegno delle giuste lotte dei lavoratori dell’API, a salvaguardia dei livelli occupazionali e affinché l’API rispetti gli impegni per adeguati livelli di sicurezza dei lavoratori e del territorio.



do you remember?

E arrivò l’ora del PalaCarletti la nuova struttura, fortemente voluta dal sindaco di Falconara a perenne memoria delle mirabili gesta dello stesso. La struttura è stata interamente finanziata dai cittadini falconaresi, che per giorni e giorni, a volte sotto le intemperie di un tempo inclemente, hanno creato code lunghissime per poter depositare quei 2.500.000 € necessari all’opera. Si è formato poi un comitato spontaneo di cittadini che hanno proposto il posizionamento all’ingresso della nuova struttura di una statua in bronzo in scala 2:1 dell’amato Sindaco (la raccolta firme è già a quota 5.000) si discute ancora invece sull’obbligo dell’inchino davanti alla statua, sembra infatti che siano stati dati troppi permessi fotocopiati per ovviare al piegamento. Ricchissimo il calendario delle iniziative, si parte con le CarlettOlimpiadi, dove atleti provenienti da tutti i continenti si cimenteranno su nuove e affascinanti specialità: (continua)
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Istituito l'osservatorio epidemiologico ambientale

Una nuova struttura interdipartimentale opererà tra Sanità e Ambiente. E’ l’Osservatorio  Epidemiologico Ambientale (OEA) ufficialmente istituito con deliberazione, approvata dalla giunta regionale nel corso dell’ultima seduta su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani . L’Osservatorio, collegato alla Rete Epidemiologica delle Marche, sarà reso operativo attraverso un accordo tra l’Agenzia Regionale Sanitaria e l’ARPAM (Agenzia per la protezione ambientale) dove troverà sede nella fase di avvio, con personale del Servizio di epidemiologia Ambientale del dipartimento provinciale di Ancona. L’OEA avrà competenza su tutto il territorio regionale per il controllo di qualità dei dati ambientali e sanitari, la gestione del data base epidemiologico ambientale, la valutazione del rischio sull’inquinamento ambientale, la sperimentazione di forme di sorveglianza sanitaria e ambientale delle popolazioni residenti in siti inquinati, nonché, tra gli altri compiti, la conduzione di studi di epidemiologia a livello regionale. Soddisfatto l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani per l’ulteriore tassello al mosaico dell’integrazione effettiva tra Ambiente e Salute. “Con questo fondamentale strumento di monitoraggio permanente – ha commentato l’assessore - si chiude un cerchio e soprattutto si rimette al centro dell’attenzione la valutazione sanitaria dei rischi ambientali. Ma c’è un ulteriore motivo di soddisfazione, che sta nella concretizzazione di tutti gli impegni presi con i cittadini in sede di presentazione dei dati dell’indagine effettuata dall’ARPAM e Istituto dei Tumori di Milano in tre comuni dell’area ad alto rischio ambientale.”  “Siamo ora nelle condizioni – prosegue l’assessore- di disporre del quadro completo di strumenti operativi necessari per un’azione su tutto il territorio regionale, finalizzata ad una prevenzione più efficace e rapida che è sicuramente il più valido alleato di politiche non solo ambientali,ma anche sanitarie avanzate. Dopo le prime due fasi dell’indagine epidemiologica che hanno messo in rilievo l’insorgenza di patologie tumorali legate all’esposizione a sostanze nocive disperse nell’aria, la realizzazione del Registro dei Tumori, la proposta di legge approvata prima dalla giunta e ora licenziata anche dalla Commissione consiliare per l’integrazione alla legge istitutiva dell’ARPAM che consentirà ai rilevatori delle indagini di essere garantiti rispetto ai limiti posti dalle leggi in materia di protezione dei dati personali, si potrà ora concludere anche la terza fase dell’indagine epidemiologica sui Comuni di Falconara, Montemarciano e Chiaravalle. Quella che ci permetterà – ha concluso Amagliani - di stabilire i parametri certi per ridurre od eliminare i rischi comprovati, con un unico obiettivo: tutelare la salute pubblica e il futuro delle nuove generazioni.”



Nonostante il netto rifiuto della Regione Marche, il Ministro Prestigiacomo autorizza le centrali da 580 MWe

La notizia non è di poco conto, anzi è di quelle potenzialmente pericolose e comunque gravi perché a livello centrale non si tiene conto delle scelte locali di governo del territorio, materia prettamente lasciata alle competenze delle Regioni. Da una breve nota presente nel sito internet del Ministero dell’Ambiente (comunicato stampa del 14 settembre u.s. http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=1344&id_oggetto=2&sid=11a9d6edc354568bbb070d9dda67d44e), abbiamo appreso che il Ministro Prestigiacomo ha firmato, insieme ad altri, il Decreto di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) per le Centrali Termo Elettriche della potenza complessiva di 580 MWe da realizzare nel Comune di Falconara Marittima nell’area della raffineria API. Il procedimento relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), infatti, è stato seguito direttamente dallo Stato e più precisamente dal Ministero dell’Ambiente. Un  procedimento nel quale è richiesto il parere tecnico della Regione Marche che è stato emanato dal Servizio Ambiente e Paesaggio il 3 dicembre 2008. Un parere negativo netto e preciso. La Regione Marche è contraria alla realizzazione della sezione di impianto più grande della potenza di 520 MWe. Chiarissimo, non si lasciano dubbi interpretativi, perché è un parere supportato dalla coerenza alle norme regionali: la centrale da 520 MWe non rientra nelle previsioni del PEAR. Il progetto infatti comporta problematiche che derivano dalla ristrettezza delle aree e dalla vicinanza con altri impianti a rischio di incidente rilevante e rischi ambientali connessi alle emissioni di elementi inquinanti soprattutto, ma non solo, in atmosfera. Nonostante il parere tecnico negativo espresso dalla Regione, la Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente aveva già rilasciato a dicembre 2008 un parere favorevole sulla fattibilità ambientale, pur condizionando la realizzazione al rispetto di limiti emissivi validi per tutto il complesso industriale, più restrittivi rispetto a quelli della Concessione Petrolifera del 2003. Nel corso di una riunione a cui ha partecipato il Presidente della Regione Marche tenutasi il 17/11/2008 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato rappresentato dallo stesso che non sussistevano le condizioni per il rilascio dell’intesa di cui alla legge n. 55/2002 soprattutto per la non coerenza tra l’intervento proposto e il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria e il Piano di risanamento dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale. In conclusione, anche in presenza di un giudizio di compatibilità ambientale positivo rilasciato dal Ministro dell’Ambiente, ad oggi le posizioni della Regione Marche non cambiano, restano quelle di una netta opposizione a tale tipologia d’impianto e quindi anche alla Centrale proposta da 520 MWe, tutte tese ad una totale garanzia alla tutela della salute pubblica e una corretta attuazione agli indirizzi del Piano Energetico Ambientale Regionale. 
 
Marco Amagliani - Assessore all’Ambiente della Regione Marche
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Deboli con i forti e forti con i deboli

Direttivo del circolo Antonio Gramsci PRC Falconara
In un crescendo tra il grottesco e la paura la giunta Brandoni sta dando fondo a numerose "perle di saggezza" proprie dell’ambizioso programma di mandato.
Dalla caccia ai bambini afgani, alla lotta agli indigenti, si arriva oggi alla guerra senza frontiere ai pericolosissimi criminali: gli sfamatori di piccioni.
No, non c'è purtroppo da ridere, questa armata brancaleone si conferma autorevolmente debole con i forti e forte, "fortissima" con i deboli.
Già, centrali api, variante di Castelferretti, CIE, una sudditanza consapevole ai poteri forti e nel contempo un umiliante cabaret con chi non riesce a difendersi.
Questa è la destra, nessuna novità purtroppo, resta la speranza che magari, se riuscirà ancora a volare, uno dei piccioni di piazza Mazzini riconosca il sindaco mentre con il manganello rincorre un anonimo vecchietto con le briciole di pane in mano e gli lasci un “ricordino” ad imperitura memoria del livello di stima che sta riscuotendo in città.

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"Arceviese" e "Castelferretti" un NO di merito e di metodo

di Renzo AMAGLIANI (*), Luigi REBECCHINI (**), Massimo MARCELLI FLORI (***),
Oggettive questioni di metodo e di merito definiscono inequivocabilmente la posizione di Rifondazione Comunista nelle pur differenti specificità amministrative e politiche, rispetto alle varianti “arceviese” (Senigallia) e di “Castelferretti” (Falconara) che rappresentano il paradigma di un merito e di un metodo che non condividiamo. Nel merito, entrambe si pongono nella recente continuità di uno sfruttamento intensivo del territorio finalizzato al reperimento delle risorse, un territorio utilizzato come bancomat per chiudere i bilanci degli enti locali, il tutto senza concertazione sovra comunale e senza l’indispensabile pianificazione di area vasta. In questo contesto è assolutamente improprio banalizzare e irrigidire il ruolo degli enti locali (e tra questi la Provincia) a notaio tecnico che si limita alla verifica esclusiva della conformità con gli strumenti urbanistici vigenti, le istituzioni possono, e aggiungiamo, debbono, potersi esprimere. Per queste ragioni confermiamo la nostra più netta contrarietà di merito alle due varianti questo in perfetta coerenza e continuità con le sacrosante rivendicazioni del territorio e con le battaglie condotte dai circoli di Rifondazione Comunista di Senigallia e Falconara. Contrarietà di merito che viene amplificata dalle difficoltà oggettive con le quali si scontra un confronto di metodo. Come è possibile consentire una visione degli atti, una analisi pacata e serena con i partiti e con la cittadinanza quando vengono convocate con urgenza riunioni che non vedono nemmeno il giorno prima la presenza degli atti da discutere? Il tutto poi ulteriormente motivato con la scadenza dei termini per il silenzio-assenso che guarda caso scade il giorno successivo ancora. Pensiamo che il governare rappresenti un mezzo e non un fine, governare per essere notai della tecnica, ostaggi dell’emergenza che diviene prassi, non serve a nulla e anzi rischia di essere controproducente perché taglia il filo rosso di un legame diretto tra istituzione e cittadini, quegli stessi cittadini che giustamente pretendono un confronto e un dialogo costante con le istituzioni. Ecco perché la contrarietà di Rifondazione Comunista alle varianti di Senigallia e Falconara è sia di metodo che di merito, una contrarietà che andrà declinata in ogni istanza istituzionale comunale e provinciale, una contrarietà che non è figlia del “no a prescindere” ma al contrario che ha come obiettivo il recupero di criteri e metodi rispettosi del mandato degli elettori e soprattutto delle esigenze del territorio. (* Segretario Comunale PRC – Falconara M.), (** Segretario Comunale PRC – Senigallia), (*** Segretario Provinciale PRC – Ancona)
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