Rifondazione Comunista

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la Zanzara

 
Per la serie "senza vergogna". Vedere utilizzata la parola "solidarietà" dalla giunta comunale di Falconara è come vedere King Kong con il bisturi che si accinge ad operare.


Comunicato stampa

di Massimo MARCELLI FLORI (Segretario Provinciale PRC Federazione di Ancona)

ANCONA – il risultato di Ancona è il coronamento di una campagna elettorale mai cosi difficile ed intensa. Aldilà delle analisi numeriche spicciole, un dato a me pare incontrovertibile, quando il centro-sinistra ottenuta la sintesi politico-programmatica si presenta compatto e coeso viene premiato (Ancona), quando invece prevalgono le discriminazioni fino ai personalismi, viene sonoramente sconfitto (Osimo) sino alla stupidità politica e all’autolesionismo più assoluto (Provincia di Ascoli Piceno). E in questo quadro Rifondazione Comunista c’è, eccome! Il percorso di sintesi unitaria con i compagni del PdCI attuato in più realtà territoriali tra le quali Ancona dimostra come i comunisti possano fungere da perno per la composizione di uno schieramento di sinistra e dimostra come tale componente sia fondamentale per consolidare i risultati o per tentare di scardinare il governo delle destre. La Provincia di Ancona e i suoi comuni rappresentano tutto questo e non tanto e non solo per i risultati che dimostrano il ruolo decisivo dei comunisti nelle amministrazioni locali, quanto per l’attenzione e il consenso che si è coagulato attorno alle proposte politiche della lista. Ecco perché occorre ripartire da qui, dal consolidamento della lista comunista e nella sua declinazione sempre più indirizzata verso la costruzione di un polo della sinistra, che sappia aggregare e non isolare che sia attrattiva e non meramente identitaria, una strada da percorrere con convinzione e coerenza, ce lo chiedono i militanti comunisti e ce lo chiede il popolo della sinistra.

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Un'estate da papi

di Marco Lillo e Peter Gomez (L'ESPRESSO)
Il motoscafo del premier carico di belle ragazze: la pilotina dei Carabinieri. L'attracco a villa La Certosa. Le ferie di agosto di Berlusconi nel 2008. Palazzo Grazioli o villa La Certosa. Cambia lo scenario, ma il copione è sempre lo stesso: gran via vai di ragazze, tutte giovani e belle. Qualcuna è in cerca di soldi. Qualcun'altra vuole il successo e la fama. Ottobre scorso: un grande salone della residenza romana, una ventina di invitate, pizza, champagne e poi l'arrivo del premier, Silvio Berlusconi, che sorride, parla di politica, canta, si esibisce nelle sue mitiche barzellette. Questo è il racconto che Patrizia D'Addario, candidata consigliere comunale a Bari in una lista vicina al centrodestra, ha regalato mercoledì 17 giugno al "Corriere della Sera". Una festa piccante, con tanto d'imprenditori specializzati nel procurare ragazze all'amico Silvio, che ricalca lo schema del veglione per il Capodanno 2008 già descritto da "L'espresso, ma ambientato in Sardegna. (continua)
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Il cinismo dei numeri

Falconara: 29,20 (PDL) + 1,44 (FN) + 5,48 (UDC) + 0,81 (MS) + 0,26 (DESTRA) + 4,00 (LEGA) = totale: 41,19 !

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Se li coosci li eviti

CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO
Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez



Precisi impegni, precise risposte

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Il Falco Rosso Maggio 2009



Quando si ignora la democrazia

di Marco AMAGLIANI

Il Governo è pronto a dire sì alle megacentrali elettriche dell’API- così dice l’ex vice ministro Baldassarri-  in barba alle scelte dei governi locali, ignorando perciò basilari regole di democrazia e partecipazione democratica, di collaborazione istituzionale, in pratica in dispregio della legittima rappresentanza dei cittadini. Ma ciò non ci meraviglia più di tanto, ormai è costume in questo Paese che dove non si può agire con regole già esistenti ma forse scomode,  si fanno leggi ad hoc… E’ il Ministro Scajola semmai che dovrebbe preoccuparsi di come verrà accolto il suo disegno di legge contro il quale, in sede di Conferenza Stato-Regioni,  si stanno mobilitando tutte le Regioni – di ogni colore politico – che contestano proprio l’erosione sistematica dei ruoli di governo del territorio. E del resto sarebbe l’ennesima dimostrazione della contradditorietà di questo Governo che da un parte spinge sulla riforma federalista quando c’è da assumersi responsabilità e impegni di spesa e dall’altra è altrettanto pronto a delegittimare, con un colpo di decreto, ruoli costituzionalmente previsti di autonomia e autarchia delle Regioni, accogliendo magari le richieste del momento e del miglior offerente… (un esempio palese in tal senso proprio in Lombardia, il cui Ente regionale sarebbe esautorato dall’emettere l’autorizzazione al trivellamento per ricerche petrolifere di un territorio tutelato e ciò in virtù di un emendamento introdotto e accolto nel ddl Scajola niente di meno che da un parlamentare Leghista!!! E di più con poteri a favore della Roma “ladrona” e con filiale a Bologna, sede di una società petrolifera australiana… ). Ognuno ne tragga le conclusioni che vuole. Se dunque il ddl Scajola entrasse in vigore entro l’estate, si aprirebbe un altro capitolo disgraziato della storia attuale, ma storia è una parola da dosare e da usare per azioni ben più alte. Qui si tratta solo di Società per Azioni- la cui nascita è auspicata del resto dallo stesso Baldassarri-  basta che siano azioni che tutelino gli interessi delle imprese, senza alcun interesse per la tutela dell’ambiente o peggio della salute dei cittadini. Nel ddl Scajola si maschera con il termine “semplificazione”, una strada in discesa per chi vuole agire nell’indifferenza delle regole che una comunità si dà,  in nome di una economia senza etica d’impresa. E così anche Baldassarri dimostra di essere il degno rappresentante di questo tipo di politica: ignorare i territori, le idee delle persone e agevolare solo quelle degli imprenditori e i grossi appalti. Ci preoccupa tuttavia la protervia centralista e camaleontica di questo governo e di più le sue politiche anacronistiche. Baldassarri liquida il significato di energia rinnovabile con un “non hanno senso”. Ha ragione lui e tutto il mondo ha torto. Questo Governo non si è ancora accorto che nel Paese dell’iniziativa privata per eccellenza - gli USA -  si va verso la green governance, verso politiche verdi di incentivazione ad investire nell’ambiente, mentre tutti i più importanti quotidiani del mondo titolano che il futuro dell’economia è nell’Ambiente e nelle energie rinnovabili, che queste potranno essere uno degli strumenti per superare la crisi economica, mentre la Ricerca focalizza la sua attenzione per trovare innovative soluzioni di sostenibilità delle fonti energetiche, mentre i più avanzati Paesi Europei vanno avanti su questa stessa strada, il Governo italiano cosa fa? Va indietro e declama la forza del nucleare…. Mi domando, come faremo di questo passo, a restare nella cerchia dei paesi più sviluppati?  Forse in un G8 dove la G sta per “gambero”... Se non avessi timore di essere preso sul serio ( non si sa mai come possono essere interpretate e talvolta “usate”le battute...) proverei a proporre di realizzare a Falconara un bel laboratorio di ricerca per la realizzazione della bomba atomica… così facciamo concorrenza all’Iran e alla Corea. Tanto nel futuro saremo destinati a rapportarci solo con questi Paesi, vista l’ottusità di questo governo.



Mills di questi giorni

Paolo Ferrero Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un'unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l'autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che  oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il refendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all'opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che deve lasciare l'incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali. Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di firme popolare affinché Berlusconi si dimetta e domani organizzerà un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.
di Marco Travaglio (l'Unità)
Per il Tribunale di Milano l'avvocato David Mills, ex consulente della Fininvest di Berlusconi, è stato corrotto con 600 mila dollari provenienti dalla Fininvest di Berlusconi per testimoniare il falso in due processi a carico di Berlusconi. Notizia davvero sorprendente, visto che Mills aveva confessato tutto al suo commercialista («ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo») e alla Procura di Milano. Mistero fitto sull'identità di Mr.B, cioè del corruttore. Il sito del Corriere, attanagliato da dubbi atroci, titola: «I giudici di Milano: Mills fu corrotto». Da chi, non è dato sapere. Voci di corridoio parlano di un nano bitumato, che poi era l'altro imputato nel processo, ma è riuscito a svignarsela appena in tempo con una legge incostituzionale, dunque firmata in meno di 24 ore dal Quirinale nell'indifferenza della cosiddetta opposizione. Ora Mills dichiara: «Mi è stato raccomandato di non fare commenti». Da chi, è un mistero. Purtroppo l'ignoto raccomandatore s'è scordato di tappare la bocca anche ai suoi portavoce, che han commentato la sentenza come il condannato fosse lui: «Condanna politica e a orologeria». Anche la Rai s'è regolata come se il corruttore fosse il padrone, cioè il premier: infatti non ha inviato nemmeno una videocamera amatoriale a riprendere la lettura della sentenza. Uomini di poca fede: non hanno capito che Berlusconi non c'entra, che Mills s'è corrotto da solo. Infatti, subito dopo la sentenza, non s'è dimesso il presidente del Consiglio. S'è dimesso il capo dell'opposizione.


la trottola

L'ex sindaco di centrosinistra di Falconara, Riccardo Recanatini, scende in campo a Polverigi (Comune in cui risiede), ma con la lista 'Uniti nel centrodestra', che gode dell'appoggio esterno di Pdl ed Udc e sostiene il candidato sindaco Rosario Marchegiani. E' una delle sorprese che emergono scorrendo le liste dei candidati al Consiglio comunale. «Mi sono presentato in quota all'Udcspiega l'ex sindaco di Falconara - proseguendo nel percorso che, dopo la nascita del Pd, mi ha visto aderire alla Rosa Bianca, provenendo dalla Margherita. Nutro comunque una grande stima per il sindaco uscente Massimo Paesani (che si ricandida con la lista 'Polverigi Domani', ndr) e mi auguro che, prima delle elezioni, si possa trovare un accordo tra le due liste: a livello locale occorre ragionare concretamente sui problemi, senza farsi condizionare dai partiti».
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“ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”

Ho visto bambini braccati nelle campagne;
Ho visto un pensionato multato dell’importo della sua pensione perché sbriciolava qualche mollica per sfamare i piccioni;
Ho visto vendere il futuro degli abitanti della città ad un padrone prepotente;
Ho visto accumunare vittime e carnefici;
Ho visto genuflessioni e riabilitazioni a furfanti scappati all’estero con la dignità di una Nazione;
Ho visto cambiare nome ad una scuola solo perché si ignorava a chi fosse intitolata;
ho visto proibire “bella ciao” intonando “faccetta nera”;
Ho visto l’entusiasmo per la costruzione di un lager per uomini e donne con passaporto diverso;
Ho visto la gestapo entrare a scuola per impedire una riunione sindacale;
Ho visto un geometra definirsi oncologo;
Ho visto una variante urbanistica approvata con le pupille degli occhi sostituite dall’€;
Ho visto bruciare le bandiere della libertà urlando la parola libertà;
Ho visto....
Ho visto un grande manifesto con scritto “grazie”, per la verità, l’unica cosa giusta fatta fino ad ora perché se c’è una certezza, è quella rappresentata da un doveroso ringraziamento personale a tutti coloro che consapevolmente o no, hanno permesso di mettere in fila una cosi fitta serie di inimmaginabili schifezze.
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E perchè non una statua?

di Marco TRAVAGLIO
"Buongiorno a tutti. Chi di noi ha avuto la sfortuna di essere sintonizzato su Canale 5 ieri a mezza sera, avrà notato uno spettacolino degno della Korea di Kim Il Sung, una specie di monumento equestre in versione televisiva a Bettino Craxi, nel nono anniversario della sua scomparsa. Un filmino messo insieme da alcuni suoi ex famigli e ovviamente trasmesso in pompa magna, è il caso di dirlo, da Mediaset. E' chiara la devozione di Mediaset al suo santo protettore: senza Craxi, Berlusconi non sarebbe dov'è, Mediaset non sarebbe lì visto che è sopravvissuta alle varie violazioni di legge che prima Fininvest e poi Mediaset hanno perpetrato in barba alle normative nazionali, europee, alla Corte Costituzionale, eccetera. Grazie al padrinaggio di Craxi e poi al padrinaggio dello stesso Berlusconi che poi è andato in politica a sostituirlo. Si comprende la ragione per cui Mediaset e Fininvest e il mondo Berlusconiano sono così affezionati allo scomparso leader pregiudicato e latitante. (continua)


Brigate di solidarietà attiva



l'informazione...

il rapporto "ambientale" con una "piccola" dimenticanza che potete trovare qui!



una lista di sinistra anticapitalista

di Paolo Ferrero.

Oggi abbiamo presentato il simbolo e dato vita a una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze politiche (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti) in una comune proposta politica per l'Europa. Lo abbiamo fatto e continuereremo a farlo anche attraverso il contributo e le candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femministra e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. Questa lista, che lavora per un'uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economia, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà, rappresenterà un importante raggruppamento anticapitalista, comunista, socialista di sinistra, ambientalista in Italia e in Europa, e si ritrova intorno ai valori e ai simboli storici del movimento operaio italiano. Chi vota la nostra lista saprà da subito dove andranno a sedere i nostri eletti e rappresentanti: nel gruppo del Gue/Ngl e nella Sinistra Europea, e cioè all'opposizione delle politiche liberiste di Maastricht e di Lisbona che hanno prodotto l'attuale devastante crisi economica europea e mondiale, politiche che vengono da molti anni votate e sostenute da tutti gli altri gruppi politici eletti in Europa, dai popolari ai socialisti passando per i liberali. Una vera "grande coalizione" liberista e antipopolare che vede e vedrà unite tutte quelle forze politiche che oggi fanno finta di contrapporsi in Italia, dalla Pdl di Fini e Berlusconi al Pd di Franceschini, passando per Di Pietro e Casini. Chi vota la nostra lista invece vuole uscire da sinistra dalla crisi in Italia come in Europa da sinistra, tenendo assieme diritti sociali e diritti civili, chiedendo il pieno rispetto delle libertà dell'individuo nel campo sessuale come in quello etico insieme a un forte intervento pubblico in economia e alla nazionalizzazione delle banche, lottando per un'Europa libera, giusta e socialmente avanzata, ma anche per un'Europa neutrale e pacifista in politica estera, non asservita alle politiche della Nato, per una politica di pace e di democrazia. Il nostro dunque non è un cartello elettorale ma una proposta politica precisa: riteniamo che si possa uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, promuovendo più libertà e più eguaglianza, contro le politiche di un governo di destra che invece punta al totale e sfrenato liberismo e deregulation in economia ma che promuove politiche anti-liberali e totalitarie nel campo dei diritti civili. A tal fine le quattro forze politiche che hanno dato vita a questa lista hanno deciso di riunirsi in un coordinamento che proseguirà anche dopo le elezioni

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Una proposta

Cari amici e compagni,
questa lettera aperta ha l’intenzione di stimolare una discussione e nel contempo una proposta che, per quello che ci riguarda, parte dall’analisi dello stato di cose in continua involuzione che sta caratterizzando la vita di Falconara. In questo rifuggiamo primogeniture e/o retro pensieri che coinvolgano le legittime posizioni politiche di ognuno, siamo perfettamente consapevoli delle differenze in termini di prospettiva e probabilmente di obiettivi, ciò che però vorremmo evidenziare è la vera e propria emergenza democratica che sta coinvolgendo una Falconara più o meno consapevole. La destra al governo cittadino si sta caratterizzando attraverso pericolose accelerazioni che si declinano su più binari paralleli. La collusione imprenditoriale-industriale con la vicenda dell’accettazione preventiva e non richiesta del progetto centrali API  e della soluzione dei contenziosi pregressi che rappresenta l’oggettivo ingresso dell’azienda nelle istituzioni locali  con la conseguente colonizzazione di ogni forma di criticità anche solo potenziale. La sudditanza imprenditoriale evidenziata nell’accettazione entusiasta della variante di Castelferretti segno tra i più evidenti delle potenziali ricadute future del “piano casa” del governo nazionale. (continua)
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Deboli con i forti e forti con i deboli

Direttivo del circolo Antonio Gramsci PRC Falconara
In un crescendo tra il grottesco e la paura la giunta Brandoni sta dando fondo a numerose "perle di saggezza" proprie dell’ambizioso programma di mandato.
Dalla caccia ai bambini afgani, alla lotta agli indigenti, si arriva oggi alla guerra senza frontiere ai pericolosissimi criminali: gli sfamatori di piccioni.
No, non c'è purtroppo da ridere, questa armata brancaleone si conferma autorevolmente debole con i forti e forte, "fortissima" con i deboli.
Già, centrali api, variante di Castelferretti, CIE, una sudditanza consapevole ai poteri forti e nel contempo un umiliante cabaret con chi non riesce a difendersi.
Questa è la destra, nessuna novità purtroppo, resta la speranza che magari, se riuscirà ancora a volare, uno dei piccioni di piazza Mazzini riconosca il sindaco mentre con il manganello rincorre un anonimo vecchietto con le briciole di pane in mano e gli lasci un “ricordino” ad imperitura memoria del livello di stima che sta riscuotendo in città.

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Per una Falconara veramente "sicura" e accogliente

Come cittadini e associazioni che si impegnano quotidianamente nel sociale e nell'accoglienza, crediamo che le norme del “pacchetto sicurezza” rispondano in modo fuorviante e deviato ad un bisogno pur legittimo di sicurezza sociale.  In particolare l’apertura (più o meno prossima) di un Cie (Centro di Identificazione e Espulsione), al di là delle ben note questioni di carattere umanitario che ne conseguono (per noi sempre prioritarie), e della presumibile “militarizzazione” del territorio che la sua apertura a Falconara comporterebbe, gli episodi drammatici di disordine pubblico verificatisi a Lampedusa come altrove, potrebbero essere la norma e il futuro che si vorrebbero imporre alla nostra Città. Altro che sicurezza…(continua)
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Il giornale di Agugliano

immagine giornalericeviamo e pubblichiamo il giornale del gruppo consiliare "a sinistra"
Indirizzo: Ex Circolo ARCI - Via C. Battisti Agugliano
E-mail: laboccadellaverita_agugliano@yahoo.it


Con il popolo palestinese Fermiamo il massacro di Gaza

Dal 27 dicembre Gaza è martoriata dalle bombe dell’aviazione israeliana. È una tragedia di proporzioni enormi: In quel fazzoletto di terra vivono oltre 1,5 milioni di persone: stipate in una città senza vie di fuga, coi valichi alle frontiere chiuse, sotto embargo di medicinali, cibo, carburante, acqua. Dopo 12 giorni di bombardamenti incessanti ed azioni militari di terra, il bilancio è drammatico: 720 morti, di cui 220 bambini e 3 mila feriti. Questo massacro di civili inermi viola ogni principio del diritto internazionale e calpesta ogni speranza di pace, in una terra già segnata da anni di conflitti. Chiediamo la fine dell’aggressione israeliana e l’immediata cessazione di ogni ostilità. E chiediamo che il governo italiano, di cui denunciamo l’inettitudine diplomatica ed il sostegno all’azione militare, si faccia portatore di questa richiesta. Questa guerra è contro tutti i palestinesi e la prima vittima è il processo di pace. La comunità internazionale, compresa l’Unione Europea, hanno grandi responsabilità per la crisi umanitaria a Gaza causata dal continuo assedio, e per l’aver ignorato la costituzione di un sistema di apartheid nella Cisgiordania mentre gli Stati Uniti perpetuano la loro politica di complicità con Israele. La comunità internazionale ha la responsabilità del silenzio e dell’inerzia di fronte ai crimini di guerra e alle violazioni del diritto internazionale ed umanitario che avvengono ogni giorno a Gaza. Non ci sarà mai pace finché si costringerà il popolo palestinese a vivere in ghetti, subire vessazioni continue, finché non si permetterà la nascita di uno stato palestinese. L’occupazione militare del territorio palestinese deve finire. L’assedio di Gaza, che causa una tragedia umana tanto grande, deve essere revocato. Una pace giusta può nascere solo da una conferenza internazionale sotto l’egida dell’Onu, non di arbitri parziali come gli Stati Uniti, o di conferenze come quella di Annapolis, a cui non sono seguite che vuote dichiarazioni. L’obiettivo di tale conferenza deve essere la fine dell’occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, la rimozione del Muro e degli insediamenti, il rispetto delle risoluzioni internazionali, inclusa la 194, e la nascita di uno stato palestinese nei confini del ‘67, con Gerusalemme Est come capitale, che possa vivere in pace accanto a quello di Israele. Questo obiettivo sarà possibile solo se verrà fermata questa nuova ed insensata guerra, se si porrà fine all’aggressione. Ed è su questo obiettivo che Rifondazione Comunista è impegnata.
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Una piccola rassegna stampa

Alla luce delle dichiarazioni di questi giorni proponiamo la lettura di alcuni interessanti passaggi giornalistici: gli articoli
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"Arceviese" e "Castelferretti" un NO di merito e di metodo

di Renzo AMAGLIANI (*), Luigi REBECCHINI (**), Massimo MARCELLI FLORI (***),
Oggettive questioni di metodo e di merito definiscono inequivocabilmente la posizione di Rifondazione Comunista nelle pur differenti specificità amministrative e politiche, rispetto alle varianti “arceviese” (Senigallia) e di “Castelferretti” (Falconara) che rappresentano il paradigma di un merito e di un metodo che non condividiamo. Nel merito, entrambe si pongono nella recente continuità di uno sfruttamento intensivo del territorio finalizzato al reperimento delle risorse, un territorio utilizzato come bancomat per chiudere i bilanci degli enti locali, il tutto senza concertazione sovra comunale e senza l’indispensabile pianificazione di area vasta. In questo contesto è assolutamente improprio banalizzare e irrigidire il ruolo degli enti locali (e tra questi la Provincia) a notaio tecnico che si limita alla verifica esclusiva della conformità con gli strumenti urbanistici vigenti, le istituzioni possono, e aggiungiamo, debbono, potersi esprimere. Per queste ragioni confermiamo la nostra più netta contrarietà di merito alle due varianti questo in perfetta coerenza e continuità con le sacrosante rivendicazioni del territorio e con le battaglie condotte dai circoli di Rifondazione Comunista di Senigallia e Falconara. Contrarietà di merito che viene amplificata dalle difficoltà oggettive con le quali si scontra un confronto di metodo. Come è possibile consentire una visione degli atti, una analisi pacata e serena con i partiti e con la cittadinanza quando vengono convocate con urgenza riunioni che non vedono nemmeno il giorno prima la presenza degli atti da discutere? Il tutto poi ulteriormente motivato con la scadenza dei termini per il silenzio-assenso che guarda caso scade il giorno successivo ancora. Pensiamo che il governare rappresenti un mezzo e non un fine, governare per essere notai della tecnica, ostaggi dell’emergenza che diviene prassi, non serve a nulla e anzi rischia di essere controproducente perché taglia il filo rosso di un legame diretto tra istituzione e cittadini, quegli stessi cittadini che giustamente pretendono un confronto e un dialogo costante con le istituzioni. Ecco perché la contrarietà di Rifondazione Comunista alle varianti di Senigallia e Falconara è sia di metodo che di merito, una contrarietà che andrà declinata in ogni istanza istituzionale comunale e provinciale, una contrarietà che non è figlia del “no a prescindere” ma al contrario che ha come obiettivo il recupero di criteri e metodi rispettosi del mandato degli elettori e soprattutto delle esigenze del territorio. (* Segretario Comunale PRC – Falconara M.), (** Segretario Comunale PRC – Senigallia), (*** Segretario Provinciale PRC – Ancona)
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Il sindaco di Falconara non vuole vedere la realtà

di Marco AMAGLIANI
“Presentando recentemente a Falconara i primi risultati dell’indagine epidemiologica svolta dall’Istituto dei Tumori di Milano sulle popolazioni dei tre Comuni vicini alla raffineria, Falconara Chiaravalle e Montemarciano, avevo rivolto un appello ai sindaci affinché svolgessero presso i propri concittadini una forte sensibilizzazione per consentire all’Istituto dei Tumori di proseguire la ricerca, raccogliendo almeno i dati che nella prima fase non era stato possibile ottenere per una forma di diffidenza. Vorrei rinnovare questo invito perché i cittadini superino le diffidenze e prendano coscienza che sono di più i vantaggi, soprattutto se pensati nel lungo periodo, cioè in favore dei propri figli e nipoti.  E proprio il sindaco di Falconara  ha preso in parola questo invito e il giorno successivo all’illustrazione dei dati, nel comunicare  con orgoglio l’assegno staccato dall’Api al Comune, non ha visto altro che affermare che “quei dati non sono veritieri” perché ottenuti da un campione troppo piccolo. (continua)
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