E nel terzo millennio Marx resuscitò |
di Angelo D'orsi (da "il Fatto Quotidiano")È davvero bizzarra la vicenda del comunismo, oscillante fra timore e ripulsa, fra forzato oblio e ricorrente presenza, reale o immaginaria. Fin dalla sua nascita, si sa, la bandiera rossa, presto ornata dei simboli del lavoro operaio e contadino – insomma, la falce e il martello – ha suscitato terrore, o addirittura raccapriccio. “Uno spettro si aggira per l’Europa”, esordiva il Manifesto di Marx ed Engels, che appariva – guarda le combinazioni! – nel fatidico 1848, mentre la rivoluzione incendiava il continente. Eppure, mentre da allora in poi le classi dominanti e i loro ideologi mettevano in guardia contro il pericolo rosso, e periodicamente si spingevano ad eccitare l’opinione pubblica moderata, agitando quel terrificante spettro, ed enumerando le catastrofi che i comunisti avrebbero provocato ove fossero giunti al potere; dal canto loro, altri ideologi, si premuravano di decretare il carattere, di volta in volta, germanico, ebraico, massonico, o addirittura “asiatico” del comunismo, e dunque a sentenziare la sua impossibilità di penetrare nei contesti euromediterranei. (continua) |
boicottiamo Israele |
Non vi sono parole a sufficienza per definire l’attacco della marina israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza. Criminale, brutale, vergognoso. Inaudito. Un atto criminale, di terrorismo di stato. Non esistono giustificazioni per un’aggressione senza precedenti. Al momento in cui scriviamo non sappiamo con esattezza quante e chi siano le vittime, a cui esprimiamo tutto il nostro cordoglio. Il bilancio ufficiale dice 10, oltre ad un numero imprecisato di feriti. La censura ferrea dei militari israeliani impedisce di conoscere i dettagli del sanguinoso attacco. Trapelano solo le loro veline tese ad avvalorare tesi insostenibili. Difficile capire il perché di una decisione cosi disumana, oltre che avventata politicamente, come quella di aprire il fuoco su civili di una missione umanitaria. Con questa azione Israele rimarrà ancora più isolata, compromettendo seriamente le sue relazioni con la Turchia. Aiuta il ravvicinamento della potenza turca con i vicini Iran e Siria, e il disegno della leadership di Ankara di allentare i legami storici del suo paese con Israele, legami garantiti dalla casta militare con cui il governo Erdogan ha in corso un difficile braccio di ferro. Una Turchia, che, vale la pena ricordarlo, si fa paladina del popolo palestinese mentre continua a massacrare quello kurdo.Tutto il mondo arabo (ma non solo) è scosso da manifestazioni popolari di protesta. Si apre quindi uno scenario incerto, terribile, di nuove e antiche tensioni nel Medio Oriente, che potrebbe facilmente precipitare. Tutta la comunità internazionale sta condannando l’attacco, con naturalmente toni diversi, ma anche significative eccezioni. Quelle del governo italiano, che non va oltre la deplorazione e il doveroso lutto per le vittime civili. Quelle del governo Usa, che al momento non va oltre un generico rammarico ed una esortazione a circoscrivere e fare piena luce su quanto accaduto. Gli Usa si trovano di fronte al rischio di veder saltare il loro sistema di alleanze nella regione. Il processo di pace, già fermo e morto da tempo, ma tenuto vivo solo attraverso colloqui indiretti voluti dagli Usa nonostante già destinati al fallimento, risulta definitivamente compromesso. Non esistono giustificazioni plausibili, meno che meno quelle fantasiose che Barak, il laburista ministro della difesa israeliano, protagonista già di piombo fuso e del massacro della Striscia di Gaza, sta cercando di usare per addebitare alle vittime la responsabilità dell’accaduto. Che lui lo faccia, anche se scandaloso, non ci meraviglia. Molto meno che a sposarne la tesi siano anche esponenti del governo italiano. Il sottosegretario Alfredo Mantica definisce la missione umanitaria una «volontaria provocazione». Lo stesso fa la vice presidente della commissione esteri della camera Fiamma Nirestein. Il ministro degli esteri Frattini si augura che non si interrompano i negoziati di pace. Qualcuno lo avverta che sono belli che interrotti, fermi e bloccati, i negoziati. Per volontà di Israele e del suo amico Bibi Netanyau, che continua a costruire colonie ed insediamenti, il muro dell’apartheid, come del resto hanno fatto tutti i suoi predecessori da Oslo in poi, seguendo il principio di prendere più terra possibile, per lasciare il nulla, o al massimo una groviera di città divise fra loro, ai palestinesi. Oggi è il momento dello sdegno, della protesta, della giusta e sacrosanta indignazione. Ma è anche il momento di affermare con più forza l’assoluta necessità di rilanciare il movimento di solidarietà e per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Una questione aperta da sessanta anni e che se non risolta aprirà nuove e più laceranti ferite fra nord e sud del Mediterraneo. Israele va messa di fronte alle sue responsabilità politiche e storiche. E per farlo non serve l’atteggiamento consolatorio, complice, o di sudditanza come quello ad esempio del nostro governo (come anche di parte dell’opposizione parlamentare), che si fregia di essere il miglior amico di Israele in Europa. Serve, all’opposto, dimostrare un’univoca volontà politica di non tollerare più gli abusi, le violazioni del diritto internazionale che in nome dello stato di necessità vengono sistematicamente tollerate. Non basteranno dichiarazioni. Lo sosteniamo da tempo, lo ripetiamo con insistenza oggi. L’Unione Europea e i suoi governi sospendano tutti i trattati di cooperazione economica, militare e commerciale con Israele. Lo stesso facciano l’Italia e la comunità internazionale, Usa compresi. Altrimenti nulla cambierà nella politica israeliana. Non basteranno commissioni d’inchiesta, pur necessarie. Abbiamo visto quale fine abbia fatto il rapporto Goldstone sui crimini di guerra a Gaza: ignorato. |
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"...la vicenda Scajola non è destinata ad incidere..." |
Mi ha molto colpito una frase contenuta nell’articolo di Fabio Martini su La stampa di oggi dal titolo “PdL il timore del fine legislatura”. “… E nella maggioranza berlusconiana del Pdl circola ancora un’altra preoccupazione. Se ne è fatto portavoce, nella riunione del Direttivo Pdl il vicepresidente Osvaldo Napoli: «Attenzione perché nel nostro elettorato la vicenda Scajola non è destinata ad incidere, mentre la dissidenza di Fini sta lasciando il segno, la nostra gente non ci capisce»…”. Ecco quel passaggio: “nel nostro elettorato la vicenda Scajola non è destinata ad incidere”. Che significa? Perché? Se diamo per convincenti le parole del vicepresidente Napoli e non c’è ragione per non farlo, allora credo sia giusto riflettere sulle conseguenze dell’aver ormai introitato un metodo che non può però lasciare indifferenti. Insomma, senza entrare nel merito della vicenda che dai documenti pubblici che si possono leggere è chiara e difficilmente interpretabile ciò che colpisce è l’indifferenza se non proprio l’assuefazione rispetto alle prassi. Non colpisce e non stupisce più, l’irrompere della questione morale proprio perché la questione morale non è più centrale rispetto alle scelte. Sia chiaro non ne faccio una questione di parte, quanto piuttosto di approccio dell’elettore-cittadino alla vicenda, sembra quasi essere passati dall’irritazione pre-casta al disinteresse o alla disillusione che mai in fondo qualcosa possa cambiare davvero. Ma ci sono precise conseguenze, intanto il dilagare dell’astensionismo che non può non essere direttamente collegato alla rassegnazione del pretestuoso “cosi fan tutti”, poi il populismo che, proprio nel “cosi fan tutti”, trova la sua legittimazione e anzi autoalimenta il sentimento di antipolitica militante. Due facce sotto certi aspetti molto simili che però seppur da posizioni diverse ottengono il medesimo risultato quello di affossare la credibilità di una democrazia e contemporaneamente anche se inconsapevolmente promuovere derive plebiscitarie. Senza cadere nella retorica temporale di paragonare periodi cosi diversi ma se penso ad Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante troviamo una classifica completamente differente dall’attuale perché pur con le contraddizioni e le incoerenze del caso, la tensione morale che nutriva la politica, ripeto pur con le sue storture che ci sono state e sempre ci saranno, rappresentava una sorta di pre-requisito quasi ovvio quasi implicito. Se solo pensiamo a quante volte leggiamo nei manifesti elettorali termini come: onestà e trasparenza ci rendiamo conto di come di implicito e scontato non c’è più nulla di come ciò che era un prerequisito, oggi è un optional ma la cosa peggiore è che se ha ragione il vicepresidente Napoli, l’onestà e la trasparenza sono oggi degli optional non perché non dovuti piuttosto, perché non richiesti. (chissà se riusciremo ad affrontare questo tema senza la solita e rituale sequela di insulti ed epiteti contrapposti?) MMF |
riflessioni |
riceviamo e pubblichiamo
“Chi scrive è uno studente universitario di 27 anni che si professa filocomunista. Ma che domenica, al momento fatidico, ha posto una croce su Alberto da Giussano. Perchè ho votato Lega se sono filocomunista? Per diversi motivi: tanto per cominciare, un partito comunista in Italia NON C’E’. Ci sono tanti partitelli bellicosi e fastidiosi che non andranno mai da nessuna parte, invece che UN singolo partito della falce e martello. Poi, quando dico di essere filocomunista, intendo dire che credo nell’ideale economico, nella lotta di classe, NON nelle tante battaglie post-sessantottine che sembrano essere diventate la principale preoccupazione della sinistra di oggi (esempio: non me ne vogliano gli omosessuali, cui va tutta la mia sincera solidarietà, ma preoccuparsi delle unioni di fatto oggi è come preoccuparsi di raddrizzare i quadri durante un terremoto…). Infine, la questione immigrati: il razzismo è sbagliato, ma anche il suo opposto lo è, e c’è poco da fare i buonisti amici di tutti, quando ti arriva un campo nomadi vicino a dove abiti e, guarda caso, in un mese vieni derubato quattro volte. O quando il tuo collega rumeno ti dice che gli italiani sono schiene dritte (falso, io mi sono sempre fatto il mazzo, me lo faccio tutt’ora, e ne conosco tanti altri come me). A cantare le lodi della società multiculturale son buoni tutti, ma provate a scoprire come la pensa chi si trova a “godere” in prima persona di questi “benefici”. Provate a scendere dai vostri salotti nei quartieri popolari, nelle periferie, nelle FABBRICHE dannazione. Il razzismo è sbagliato, ma anche il voler tapparsi gli occhi davanti a un problema reale è sbagliato. Ora lapidatemi, datemi del razzista, del servo del padrone, dell’ignorante. So che molti di voi lo faranno. Ma se c’è qualcuno di mente aperta che ha DAVVERO a cuore l’interesse del Paese, qualcuno che le elezioni ogni tanto vorrebbe vincerle e che non si accontenta di essere un bellissimo perdente, ecco, io mi rivolgo a quel qualcuno: pesa le mie parole, vienimi incontro. Fammi sentire la tua presenza nelle fabbriche. Fammi sentire capito, non criticato e messo dietro la lavagna, quando ti parlo del mio disagio con il rom che viene a rubarmi in casa. Fammi sentire che non ci sono soltanto i matrimoni gay e il diritto di voto agli immigrati, ma che ci sono anch’io, povero signor Rossi qualunque, che ha l’unica colpa di non appartenere a nessuna minoranza etnica, sessuale o religiosa, e che di conseguenza viene sistematicamente ignorato da quello che una volta era il partito dei lavoratori. Credimi, siamo in tanti a pensarla così.” |
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Care pirla e cari pirla... |
![]() di Marco Travaglio (da AnteFatto il blog de Il Fatto Quotidiano)
Care pirla e cari pirla che avete consumato diottrie a studiarvi le norme elettorali fino all’ultimo codicillo in corpo 2, avete consumato scarpe andando in giro a raccogliere firme regolari, vi siete congelati stazionando per ore ai banchetti per convincere i passanti a sottoscrivere le liste, avete rinunciato al tempo libero per inseguire gli autenticatori in capo al mondo e vi siete svegliati alle tre del mattino per presentarvi per tempo agli uffici elettorali, questo discorso a reti unificate è dedicato a voi imbecilli ancora convinti di vivere in uno Stato di diritto, in una democrazia fondata su elezioni regolari, cioè conformi alle leggi vigenti. Spiacente di informarvi, casomai non ve ne foste ancora accorti, che viviamo in un regime fondato sulla legge del più ricco e del più forte, di chi grida e minaccia di più. Una legge che varia a seconda delle esigenze del più prepotente. Se, puta caso, costui viola la legge, non ha sbagliato lui: è sbagliata la legge, che viene cambiata su due piedi. Se poi, puta caso, la Costituzione non lo consente, non è sbagliata la nuova legge: è sbagliata la Costituzione. Che si può cambiare come un calzino sporco. Se penso che da cinquant’anni mi chiamano “il figlio del re” per la mia somiglianza con Umberto II, mi scompiscio. Hanno sbagliato re: io sono l’erede di Vittorio Emanuele III, quello che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 se ne fuggì a Brindisi. Sempre di notte. Infatti quando ho firmato il decreto salva-Banana? Di notte. Del resto chi sono io per respingere una legge con messaggio motivato alle Camere come previsto dall’articolo 74 della Costituzione? Mica sono il garante della Costituzione. L’ho già detto per lo scudo fiscale: se non firmo, quelli mi rimandano indietro la stessa legge e poi devo firmarla comunque. Tanto vale farlo subito. A chi mi prospetta le dimissioni, rispondo che non conosco questa parola: sono in Parlamento dal 1953, figuriamoci. E in vita mia ho fatto ben di peggio che firmare leggi illegali: ho plaudito all’invasione sovietica dell’Ungheria, ho attaccato Berlinguer che evocava la questione morale, ero amico di Craxi, ho scritto pure alla vedova che il marito corrotto era un perseguitato. Conosco l’obiezione: non c’è elezione senza qualche lista esclusa per ritardi o irregolarità. In Molise nel 2000 aveva vinto la sinistra con Giovanni Di Stasi, poi la destra di Michele Iorio fece ricorso contro alcune liste irregolari, Tar e Consiglio di Stato lo accolsero, si rifecero le elezioni e vinse Iorio che ancora governa. E il governo D’Alema non ci pensò neppure di fare un decreto per legalizzare le illegalità: peggio per lui, poi dicono che è intelligente. Del resto al Quirinale c’era ancora Ciampi, mica io. Due anni fa invece c’ero già io, quando alle Provinciali in Trentino venne esclusa, dopo i ricorsi di Lega e Pdl, la lista Udc alleata della sinistra. Nemmeno allora l’Unione pensò di salvare l’alleato con un decreto interpretativo: peggio per loro, pirla.Ecco, care pirla e cari pirla: la prossima volta, anziché prendere sul serio la legge e rischiare l’assideramento per raccogliere le firme e presentarle in tempo utile, fate come me: statevene a casetta vostra davanti al caminetto, con la vestaglia di lana e le babbucce di velluto. Poi fate come i bananieri: all’ultima ora dell’ultimo giorno vi presentate in Corte d’Appello con le firme tarocche di Romolo Augustolo, George Clooney, Giovanni Rana e soprattutto Gambadilegno, magari vi fate pure un panino e una pennica per non arrivare proprio in orario, poi minacciate la marcia su Roma, portate in piazza una dozzina di esaltati, mi urlate “buh” sotto le finestre del Quirinale, mi fate sparare dai vostri giornali e io vi firmo la qualsiasi. Anche la lista della spesa, il menu del ristorante, la ricevuta del parrucchiere, lo scontrino dell’intimissimo. Tanto Santoro l’hanno chiuso e per un mese non rompe con le sue notizie: fa tutto Minzolini, che sta dalla parte del Banana, cioè dalla mia. Statemi allegri. Il vostro presidente della Repubblica. Vostro, si fa per dire. |
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| Gli auguri scomodi di don Tonino Bello (Circolo Gramsci) |
"in difesa della democrazia" |
PRESIDI IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA E PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL CAPO DEL GOVERNO
A difesa della Costituzione della Repubblica, oggi, giovedì 8 ottobre, alle 17.30 la Federazione della Sinistra organizza presidi davanti alle Prefetture chiedendo le dimissioni del capo del Governo. Ad Ancona, in Piazza del Plebiscito ( Piazza del Papa) davanti alla Prefettura alle 17.30 Dichiarazione della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci-Socialismo 2000) resa a nome di Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi
Adesso Berlusconi, il corruttore dell'avvocato Mills, si dimetta e si vada subito a nuove elezioni anticpiate. Rispetto alle quali proponiamo a tutte le forze democratiche di dare vita a una brevissima legislatura di garanzia costituzionale che approvi la legge sul conflitto d'interessi, cancelli le misure sulla giustizia approvate dal governo Berlusconi e vari una legge elettorale proporzionale che superi l'attuale "legge truffa", legge che regala a un Berlusconi e a un centrodestra minoritari nel Paese la maggioranza dei parlamentari. |
L'occidente a occhi chiusi |
| Da Repubblica.it: L'Occidente a occhi chiusi" non ha voluto vedere il barcone degli eritrei dispersi in mare, come durante il nazismo nessuno vedeva i convogli piombati pieni di ebrei... [continua] Laura Boldrini (Acnur/Unhcr): E’ come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. Come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia una sorta di vuoto a perdere... [continua] Lettera aperta da Lampedusa: Noi che l’egoismo ci ha divorato il cuore |
Delta del Niger, Petrolio, Occidente |
| Quando si parla di immigrazione bisognerebbe considerare la questione in una prospettiva globale, noi rimaniamo limitati nel nostro piccolo orizzonte di paure, riduciamo la questione ad un problema di sicurezza, ma la sicurezza non basta, non si può chiudere semplicemente con un coperchio una pentola che bolle e sta per esplodere, pensiamo di essere vittime di una invasione e non ci accorgiamo invece che siamo proprio noi, l'Occidente, l'Europa, l'Italia ad essere una concausa della povertà e dello sfruttamento dei paesi dai quali provengono tante di quelle persone che noi consideriamo invasori. Basti pensare al petrolio che le multinazionali occidentali estraggono nel Delta del Niger, trasportano nei propri paesi, raffinano e rivendono agli stessi nigeriani, il tutto nel disprezzo delle regole di base, distruggendo il territorio e provocando malattie e morte. Ma dei morti nigeriani non ce ne importa nulla. Giustamente ci difendiamo dalla criminalità e siamo preoccupati per la nostra sicurezza, ma a nessuno importa della sicurezza di quelli che noi sfruttiamo per fare affari. E' chiaro che se distruggiamo un territorio quelli che ci vivono saranno portati a scappare. Da un lato contribuiamo a distruggere i territori africani e dall'altro lato ci sorprendiamo che dei poveri disgraziati tentino il tutto per tutto per cercare una via di scampo per sé e per le proprie famiglie attraverso l'emigrazione. Si guardi questo servizio di Report per avere spunti di riflessione sulla questione. |
Lo stato di salute della democrazia e l'incapacità di provare vergogna |
di Gianrico CAROFIGLIOUn sintomo del grado di sviluppo della democrazia e in generale della qualità della vita pubblica si può desumere dallo stato di salute delle parole, da come sono utilizzate, da quello che riescono a significare. Dal senso che riescono a generare. Oggi, nel nostro paese, lo stato di salute delle parole è preoccupante. Stiamo assistendo a un processo patologico di conversione del linguaggio a un'ideologia dominante attraverso l'occupazione della lingua. E l'espropriazione di alcune parole chiave del lessico civile. È un fenomeno riscontrabile nei media e soprattutto nella vita politica, sempre più segnata da tensioni linguistiche orwelliane. L'impossessamento, la manipolazione di parole come verità e libertà (e dei relativi concetti) costituisce il caso più visibile, e probabilmente più grave, di questa tendenza. Gli usi abusivi, o anche solo superficiali e sciatti, svuotano di significato le nostre parole e le rendono inidonee alla loro funzione: dare senso al reale attraverso la ricostruzione del passato, l'interpretazione del presente e soprattutto l'immaginazione del futuro. Se le nostre parole non funzionano - per cattivo uso o per sabotaggi più o meno deliberati - è compito di una autentica cultura civile ripararle, come si riparano meccanismi complessi e ingegnosi: smontandole, capendo quello che non va e poi rimontandole con cura. (continua) |
ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI |
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Alex Zanotelli> PACCHETTO SICUREZZA: ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI
Scritto il giorno in cui è stato approvato il pacchetto sicurezza.
Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo. Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto. Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione."Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani – contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali". Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge. E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana. Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto. Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento. Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).
Alex Zanotelli leggi anche: Condannati all'inferno (da L'Espresso) |
Un'estate da papi |
di Marco Lillo e Peter Gomez (L'ESPRESSO)
Il motoscafo del premier carico di belle ragazze: la pilotina dei Carabinieri. L'attracco a villa La Certosa. Le ferie di agosto di Berlusconi nel 2008. Palazzo Grazioli o villa La Certosa. Cambia lo scenario, ma il copione è sempre lo stesso: gran via vai di ragazze, tutte giovani e belle. Qualcuna è in cerca di soldi. Qualcun'altra vuole il successo e la fama. Ottobre scorso: un grande salone della residenza romana, una ventina di invitate, pizza, champagne e poi l'arrivo del premier, Silvio Berlusconi, che sorride, parla di politica, canta, si esibisce nelle sue mitiche barzellette. Questo è il racconto che Patrizia D'Addario, candidata consigliere comunale a Bari in una lista vicina al centrodestra, ha regalato mercoledì 17 giugno al "Corriere della Sera". Una festa piccante, con tanto d'imprenditori specializzati nel procurare ragazze all'amico Silvio, che ricalca lo schema del veglione per il Capodanno 2008 già descritto da "L'espresso, ma ambientato in Sardegna. (continua) |
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Se li coosci li eviti |
CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO |
Mills di questi giorni |
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Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un'unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l'autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il refendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all'opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che deve lasciare l'incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali. Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di firme popolare affinché Berlusconi si dimetta e domani organizzerà un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.
di Marco Travaglio (l'Unità)
Per il Tribunale di Milano l'avvocato David Mills, ex consulente della Fininvest di Berlusconi, è stato corrotto con 600 mila dollari provenienti dalla Fininvest di Berlusconi per testimoniare il falso in due processi a carico di Berlusconi. Notizia davvero sorprendente, visto che Mills aveva confessato tutto al suo commercialista («ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo») e alla Procura di Milano. Mistero fitto sull'identità di Mr.B, cioè del corruttore. Il sito del Corriere, attanagliato da dubbi atroci, titola: «I giudici di Milano: Mills fu corrotto». Da chi, non è dato sapere. Voci di corridoio parlano di un nano bitumato, che poi era l'altro imputato nel processo, ma è riuscito a svignarsela appena in tempo con una legge incostituzionale, dunque firmata in meno di 24 ore dal Quirinale nell'indifferenza della cosiddetta opposizione. Ora Mills dichiara: «Mi è stato raccomandato di non fare commenti». Da chi, è un mistero. Purtroppo l'ignoto raccomandatore s'è scordato di tappare la bocca anche ai suoi portavoce, che han commentato la sentenza come il condannato fosse lui: «Condanna politica e a orologeria». Anche la Rai s'è regolata come se il corruttore fosse il padrone, cioè il premier: infatti non ha inviato nemmeno una videocamera amatoriale a riprendere la lettura della sentenza. Uomini di poca fede: non hanno capito che Berlusconi non c'entra, che Mills s'è corrotto da solo. Infatti, subito dopo la sentenza, non s'è dimesso il presidente del Consiglio. S'è dimesso il capo dell'opposizione. |
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E perchè non una statua? |
di Marco TRAVAGLIO"Buongiorno a tutti. Chi di noi ha avuto la sfortuna di essere sintonizzato su Canale 5 ieri a mezza sera, avrà notato uno spettacolino degno della Korea di Kim Il Sung, una specie di monumento equestre in versione televisiva a Bettino Craxi, nel nono anniversario della sua scomparsa. Un filmino messo insieme da alcuni suoi ex famigli e ovviamente trasmesso in pompa magna, è il caso di dirlo, da Mediaset. E' chiara la devozione di Mediaset al suo santo protettore: senza Craxi, Berlusconi non sarebbe dov'è, Mediaset non sarebbe lì visto che è sopravvissuta alle varie violazioni di legge che prima Fininvest e poi Mediaset hanno perpetrato in barba alle normative nazionali, europee, alla Corte Costituzionale, eccetera. Grazie al padrinaggio di Craxi e poi al padrinaggio dello stesso Berlusconi che poi è andato in politica a sostituirlo. Si comprende la ragione per cui Mediaset e Fininvest e il mondo Berlusconiano sono così affezionati allo scomparso leader pregiudicato e latitante. (continua) |
Con il popolo palestinese Fermiamo il massacro di Gaza |
Dal 27 dicembre Gaza è martoriata dalle bombe dell’aviazione israeliana. È una tragedia di proporzioni enormi: In quel fazzoletto di terra vivono oltre 1,5 milioni di persone: stipate in una città senza vie di fuga, coi valichi alle frontiere chiuse, sotto embargo di medicinali, cibo, carburante, acqua. Dopo 12 giorni di bombardamenti incessanti ed azioni militari di terra, il bilancio è drammatico: 720 morti, di cui 220 bambini e 3 mila feriti. Questo massacro di civili inermi viola ogni principio del diritto internazionale e calpesta ogni speranza di pace, in una terra già segnata da anni di conflitti. Chiediamo la fine dell’aggressione israeliana e l’immediata cessazione di ogni ostilità. E chiediamo che il governo italiano, di cui denunciamo l’inettitudine diplomatica ed il sostegno all’azione militare, si faccia portatore di questa richiesta. Questa guerra è contro tutti i palestinesi e la prima vittima è il processo di pace. La comunità internazionale, compresa l’Unione Europea, hanno grandi responsabilità per la crisi umanitaria a Gaza causata dal continuo assedio, e per l’aver ignorato la costituzione di un sistema di apartheid nella Cisgiordania mentre gli Stati Uniti perpetuano la loro politica di complicità con Israele. La comunità internazionale ha la responsabilità del silenzio e dell’inerzia di fronte ai crimini di guerra e alle violazioni del diritto internazionale ed umanitario che avvengono ogni giorno a Gaza. Non ci sarà mai pace finché si costringerà il popolo palestinese a vivere in ghetti, subire vessazioni continue, finché non si permetterà la nascita di uno stato palestinese. L’occupazione militare del territorio palestinese deve finire. L’assedio di Gaza, che causa una tragedia umana tanto grande, deve essere revocato. Una pace giusta può nascere solo da una conferenza internazionale sotto l’egida dell’Onu, non di arbitri parziali come gli Stati Uniti, o di conferenze come quella di Annapolis, a cui non sono seguite che vuote dichiarazioni. L’obiettivo di tale conferenza deve essere la fine dell’occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, la rimozione del Muro e degli insediamenti, il rispetto delle risoluzioni internazionali, inclusa la 194, e la nascita di uno stato palestinese nei confini del ‘67, con Gerusalemme Est come capitale, che possa vivere in pace accanto a quello di Israele. Questo obiettivo sarà possibile solo se verrà fermata questa nuova ed insensata guerra, se si porrà fine all’aggressione. Ed è su questo obiettivo che Rifondazione Comunista è impegnata. |
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La manovra gelmini spiegata al mio vicino di casa |
La manovra Gelmini non è una riforma della scuola perché non si fonda su alcun disegno pedagogico o culturale. Essa si pone esclusivamente finalità di risparmio economico, ottenuto tramite una secca riduzione dei servizi scolastici. L’articolo 64 della legge 133/08, che disciplina la manovra, è infatti inserito nel capo II “Contenimento della spesa per il pubblico impiego”, a sua volta contenuto nel titolo III “Stabilizzazione della finanza pubblica” della legge stessa. La manovra si inserisce nel più ampio contesto di tagli alla spesa pubblica, realizzati attraverso la liquidazione dello stato sociale. (continua) |
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Ecco l'uomo che porta le molotov |
di Massimo CALANDRI
Eccola la fotografia-simbolo di quella notte maledetta . Inedita. Oscura. Inquietante. È stata estrapolata da un filmato girato da un operatore Rai e depositato dalle parti civili il mese scorso. Nel mosaico riportato qui a fianco, è il quadrato sulla destra in alto. Si riconoscono il cortile della scuola Diaz, le sagome dei funzionari di polizia che si allontanano dopo aver chiacchierato a lungo intorno al sacchetto azzurro con le due bottiglie incendiarie. (continua) VERGOGNA |
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Autoironia? |
E' vero, da un pò di tempo non riusciamo ad aggiornare il sito quotidianamente, ma poi come un bagliore accecante riusciamo ad estrarre delle vere perle che non possiamo evitare di far leggere ai visitatori del portale che speriamo cosi ci possano perdonare.Perchè se qualcuno, per sbaglio, si fosse persa questa mitica raccolta di intuizioni, questo elenco dettagliato di amorevoli pensieri, questa raffica di sensazionali folgorazioni damaschiane ecco, se per puro caso, ciò fosse avvenuto davvero, noi cerchiamo quì di porvi rimedio restituendo al declamatore, ciò che la fretta e l'incomprensibile attenzione alle vergognose leggi del governo Berlusconi gli aveva ingiustamente tolto: la venerazione! |
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2° corso gratuito di lingua italiana |
A fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Il corso inizia GIOVEDI' 6 (ore 18.00-19.30) E VENERDI' 7 (ore 21.00-22.30) NOVEMBRE Per le iscrizioni eulteriori informazioni chiamare i numeri: 3334961077/3381291079 Oppure rivolgersi direttamente il SABATO DALLE ORE 16 ALLE ORE 19 presso lo sportello dell'Ambasciata dei Diritti di Falconara, ex scuole Lorenzini, via Campanella 8, Villanova. L'Ambasciata dei Diritti svolge inoltre un servizio di consulenza legale gratuita in cui potrete avere informazioni riguardanti le procedure di ingresso e soggiorno, ricongiungimenti, richieste di asilo, discriminazioni sul lavoro, informazioni di orientamento per l'assistenza sanitaria ecc... AMBASCIATA DEI DIRITTI TUTTI I SABATO DALLE 16 ALLE 19 EX SCUOLE LORENZINI, VIA CAMPANELLA 8, VILLANOVA, FALCONARA M.MA TEL: 3334961077/3381291079 |
Il Diario della giornata di democrazia |
Presidio permanente NO DAL MOLINE' stata una bella giornata; su Vicenza, dall'alba, splendeva il sole. Per le strade i furgoni carichi di gazebo e tavoli, mentre davanti alle scuole si radunavano i volontari che avrebbero prima montato e poi aperto i seggi. Davanti alle 32 urne organizzate dal comitato per la consultazione popolare - formatosi 3 giorni fa, dopo la sentenza del Consiglio di Stato - code per tutta la giornata: i vicentini avevano voglia di votare. Poi, man mano che la sera scendeva, al Media Center di Piazza Castello si affollava la gente; prima a decine, poi a centinaia per seguire con i propri occhi lo spoglio delle schede. Hanno chiuso alle 21.00 i seggi, ma lo scrutinio è finito che era quasi mezzanotte; (continua) |
«Dietro la caccia al nero gli interessi economici E la destra che fomenta» |
Intervista a Alex ZANOTELLI di Adriana POLLICE Alex Zanotelli è in giro con la Carovana della pace, che domenica ha fatto tappa a Caserta. Con lui il vescovo Nogaro e centinaia di partecipanti a discutere di migranti e diritti, mentre a un paio d'ore di distanza, a Pianura, continuava a montare il clima di intolleranza intorno alla piccola comunità africana, circa duecento persone provenienti da Burkina Faso e Costa d'Avorio... [continua] |
Testamento biologico: Un'altra legge 40? |
di Eleonora MARTINI
La Cei dà il via libera a una legge sulla fine della vita. Ma chiede che l'alimentazione forzata non sia considerata una terapia medica rifiutabile e spinge per l'obiezione di coscienza dei medici. Al senato parte oggi il dibattito. Visti i pericoli e il precedente della fecondazione assistita c'è già chi pensa che forse è meglio non fare nulla... [continua] |
Non siamo razzisti, noi. Ma... |
Pubblichiamo il testo quasi integrale - riportato dalla Nuova Venezia - del discorso fatto dal vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini domenica scorsa a Venezia, alla festa della Lega Nord.La polemica sulle sue parole è stata feroce, ma vale la pena di leggerlo, questo discorso, interrotto spesso dagli applausi scroscianti e dalle urla dei militanti padani, a cui si sommavano, pesantissimi, gli applausi dei deputati e dei governanti vari della Lega. "Popolo della Legaaaa! La Lega si è svegliataaaaaa! Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche Uno! Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii! (continua) |
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"meglio falliti che in mano ai banditi" |
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a cordata capeggiata da Colaninno, ad Rocco Gabelli per il rilancio di Alitalia sotto il nome di Cai, Compagnia aerea italiana, ha ritirato l’offerta. La decisione è stata presa dopo il rifiuto dell’ultima proposta fatta da Colaninno di ridivisione degli utili dopo due anni, proposta giudicata irricevibile dalle sei sindacati di categoria Filt-Cgil, Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl, che dal canto loro avevano rilanciato una controproposta, dove si rilanciava “l'interesse e la disponibilità all'identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali di piloti, assistenti di volo e personale di terra”, affermando di essere disposti “anche a fare sacrifici temporanei e straordinari”. Oggetto principale della controproposta siglata in via Morgagni era “la ricerca di una revisione della struttura retributiva tale da consentire l'invarianza delle condizioni retributive in presenza di un aumento contrattato della produttività”. Altro punto fermo posto dai sindacati era la richiesta secondo la quale la discussione sugli esuberi di personale avvenisse una volta raggiunto un accordo complessivo. (continua) |
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Se lo dice lei... |
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge su «misure contro la prostituzione» messo a punto dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna.Prostituirsi continuerà a non essere reato ma sarà vietato farlo per strada. E chi trasgredisce, «lucciole» e clienti, potrà essere punito anche con l'arresto. Sono principalmente queste le novità del ddl «contro la prostituzione». Annunciato prima dell'estate nell'ambito del pacchetto sicurezza, introduce le sanzioni per i clienti e il divieto di prostituirsi in luoghi aperti al pubblico. Lavoratrici del sesso e clienti rischiano l'arresto, da 5 a 15 giorni, oltre che un'ammenda da 200 a 3 mila euro.
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Spiaggia di Rimini, domenica di fine agosto |
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Sulla battigia c'è il mercatino degli ambulanti, con i turisti che si soffermano, contrattano, scherzano. Improvvisamente tutte e tutti cominciano a fuggire, infagottando alla meglio le merci, piegando gli sgabelli, alcuni lasciando tutto lì. Si forma improvvisa una corona fitta di persone silenziose. Al centro di essa vola da un lato all'altro una testa nera coperta di sabbia. Scompare, riappare sopra la linea delle teste che guardano, come chi rischia di affogare nel mare. Con tutta la famiglia ci facciamo largo e vediamo al centro dell'arena due giovani palestrati, con la testa rasata, a torso nudo e bermuda che stanno rotolando sulla sabbia un lungo africano in maglietta. (continua) |
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Verso il reato dell'essere comunisti? |
di Claudio GRASSIQuello che è accaduto a Catania è un fatto di una gravità inaudita. Sulla base di una relazione dei servizi sociali (cioè di una struttura pubblica), il Tribunale di Catania ha motivato la sottrazione dell'affido di un ragazzo sedicenne alla madre con l'argomentazione, tra le altre, che egli è iscritto ai Giovani Comunisti del Prc. Delle due l'una: o l'ordinanza viene immediatamente ritirata oppure si accetta il principio per il quale aderire ad un partito comunista costituisce fattispecie di reato. Facciamo appello alla sensibilità democratica del Paese e alle istituzioni: serve un segnale forte, immediato, una denuncia politica e una grande mobilitazione sociale. Altrimenti ne dovremmo dedurre che in Italia non c'è più democrazia e che tutti noi, facenti parte di "gruppi di estremisti" - come ci definisce il Tribunale di Catania - saremo a breve nelle condizioni di essere posti fuori legge e, perché no?, condannati da un nuovo Tribunale speciale. Ma quanto facciamo paura? |
La sentenza: i condannati sono 15, ma nessuno andrà in carcere |
Quindici condanne e trenta assoluzioni. Questa è la sentenza del processo sui soprusi e sulle violenze perpetrate nella caserma di Bolzaneto ai danni dei manifestanti arrestati o fermati durante il G8 di Genova nel 2001, quando la città ligure fu devastata da gravi disordini e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine culminati con l'uccisione del giovane no-global Carlo Giuliani da parte di un carabiniere e con l'incursione dei poliziotti nella scuola Diaz. Dopo circa 11 ore di Camera di consiglio, il presidente del Tribunale penale di Genova, Renato Delucchi, ha pronunciato la sentenza con cui la Corte genovese ha giudicato 45 imputati (poliziotti, guardie penitenziarie, medici e infermieri) accusati di vari reati tra cui lesioni, maltrattamenti e falso. (continua) |
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L'irriconoscibile Italia che scheda con le impronte i bimbi rom |
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Facevo il rilevatore dell’Istat nel 2001, durante l’ultimo censimento di abitazioni e popolazione e, devo dire, non lo avrei fatto se questo avesse comportato il prendere le impronte alle persone che venivano registrate in quanto residenti nel territorio della Repubblica. La prima grande fuorviante bugia è questa equiparazione tra il ruolo del censimento e quello della schedatura mediante la presa delle impronte digitali. A dei bambini, poi… Dice il ministro Maroni che è un’azione di prevenzione per la migliore tutela della sicurezza dei cittadini. Ed invece è l’ennesima misura di accanimento securitario e xenofobo che si esprime con una politica che ormai non ha freno che la tenga e che, nel silenzio più assoluto delle più alte cariche dello Stato, aumenta il proprio livello di scontro con ora questa ora quell’altra etnia o gruppo sociale. (continua) |
Quei mondiali desaparecidos |
Venticinque giugno 1978. Gli occhi di milioni di spettatori sono puntati verso le televisioni che trasmettono l'ultima partita dei mondiali che si svolgono in Argentina. Le bluse bianco azzurre, strisce verticali, si giocano la finale contro gli arancioni dell'Olanda. Che fra le loro fila hanno un' assenza significativa: manca Johan Cruijff, che si è rifiutato di andare a giocare in un Paese in cui si stanno massacrando gli oppositori politici... [continua] |
Processo Aldrovandi. La verità degli agenti in aula |
di Checchino ANTONINI«Ringhiava Federico», mica parlava. E nessuno tra i poliziotti avrebbe sentito le sue urla strozzate, i conati di vomito o le richieste di aiuto, nessuno l'ha colpito alla testa, nessuno di loro lo schiacciò. Nessuno, infine, percepì che fosse in pericolo di vita, anzi sembrò loro «assopito», «tranquillo», quando, pochi istanti prima, era «carico», «coi pugni serrati, la bocca aperta, gli occhi sbarrati», infuriato. E chi ricorda al capopattuglia Pontani di quella telefonata concitata delle 6.12 in cui diceva alla centrale di averlo bastonato di brutto, che era mezzo morto e svenuto, si sentirà rispondere che erano solo «una maniera di dire», che lui usa spesso, che non vuol dire niente, che «anche l'Italia, in fondo, contro l'Olanda è stata bastonata di brutto»... [continua] |
Base USA: fermati i lavori |
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presidio permanente NO DAL MOLIN
il TAR emette la sospensiva sul progetto Dal Molin, accogliendo il ricorso di Codacons e Coordinamento Comitati e decretando di fatto lo stop ai lavori e mettendo fine all’arroganza di chi avrebbe voluto imporre la nuova base Usa a Vicenza senza democrazia e senza una valutazione dell’impatto ambientale. Ecco chi ha commesso le illegalità: statunitensi, il cui bando di gara per l’assegnazione dell’appalto è irregolare; Governo italiano, il cui consenso è definito dal tribunale amministrativo “extra ordinem”; Regione Veneto, sulla cui Vinca (Valutazione d’impatto ambientale) i giudici hanno quantomeno delle perplessità. (continua) |
Il ritorno del caimano |
di Marco SFERINIChe un governo come quello delle destre berlusconiane portasse prima o poi ad uno scontro tra i poteri dello Stato era da prevedere ampiamente. E' quanto accade in questi giorni con la normativa che azzera i processi dal 2002 in poi e che, praticamente, è costruita su misura per evitare che il Cavaliere nero di Arcore sia sottoposto ad un nuovo procedimento penale. Fumus persecutionis, dicono dalle parti del Popolo della Libertà, ma in realtà si tratta di una indagine che non è stata inventata lì per lì - per cui si potrebbe gridare giustamente all'abuso di potere o all'inimicizia dei giudici nei propri confronti - ma che ha fondamenta quanto meno rilevanti e che aspetta di approdare in un'aula di tribunale per essere verificata come veritiera o no. (continua)
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Gli Europei dei migranti |
di Laura EDUATI |
Il “nuovo conio” di Claudio Fava |
di Alessandro CARDULLIE’ stato Francesco Rutelli, se non andiamo errati, a usare per primo le parole “nuovo conio” riferendosi al nascituro partito democratico. Non ha portato bene questo “nuovo conio” né al partito, né al Campidoglio, né a lui stesso, viste le sconfitte. Ora ci riprova Claudio Fava coordinatore di Sinistra democratica con una intervista all’Unità sul futuro della sinistra. Intervista esemplare per chiarezza di obiettivi e di intenti. (continua) |
La situazione dei diritti umani in Italia |
Anche la XV legislatura ha lasciato immutate le lacune relative all'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura (CAT): l'Italia resta priva di uno specifico reato di tortura nel codice penale e da più parti sono state autorevolmente segnalate le ricadute di questo inadeguato quadro legale sulla possibilità che le forze di polizia rispondano effettivamente del proprio operato. Il rischio di impunità è aggravato dalla mancanza di forme di identificazione dei singoli agenti di polizia durante le operazioni di ordine pubblico e dall'assenza di organismi indipendenti di monitoraggio. (continua) |
appello contro un nuovo razzismo di massa |
Siamo persone - storici, giuristi, antropologi, sociologi e filosofi - che da tempo si occupano di razzismo. Il nostro vissuto, i nostri studi e la nostra esperienza professionale ci hanno condotto ad analizzare i processi di diffusione del pregiudizio razzista e i meccanismi di attivazione del razzismo di massa. Per questo destano in noi vive preoccupazioni gli avvenimenti di questi giorni - le aggressioni agli insediamenti rom, le deportazioni, i roghi degenerati in veri e propri pogrom (continua) |
Provate ad immaginare. |
Provate ad immaginare. Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata. Provate ad immaginare. Il giorno dopo e poi quelli successivi, ragazzi in motorino lanciano una molotov contro la casa di un vostro vicino. L'incendio brucia in parte l'appartamento ma, per fortuna, l'uomo, la donna e i due bambini che ci vivono se la cavano. Spaventati, ma incolumi. Poi è la volta di un intero quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La gente scappa si rifugia da parenti. Provate ad immaginare. Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo, forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato. (continua) |
al peggio non c'è mai fine |
![]() Maroni: subito un cpt in ogni regione. «Al momento i cpt, i centri di permanenza temporanea, sono dieci: noi prevediamo che ce ne sia almeno uno in ogni regione». Il giorno dopo il varo del pacchetto sicurezza, il ministro dell'Interno Maroni accelera. «Ci sono molte regioni che non hanno questi centri e ci sono delle strutture che abbiamo già individuato, come le caserme dismesse o abbandonate, che possono essere rapidamente attrezzate». (continua)
un Cpt all'ex caserma Saracini di Falconara - Spacca è contrario, Brandoni no |
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Gay Pride, niente patrocinio |
Mara Carfagna non darà il patrocinio al gay pride. «Per il governo gli omosessuali non sono discriminati» spiega senza esitazioni il ministro per le Pari opportunità. Provocando la dura reazione dell'Arcigay. «Come fa il ministro Carfagna a sostenere che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali?» (continua)«Improvvisamente, l'Inverno Scorso» Il trailer del film sui Dico di Gustav Hofer e Luca Ragazzi |
Ipocrisia |
di Susanna RICCIARELLIIn questi inquietanti giorni (uso un termine che tanto piace alle destre) chi volesse sedersi ed esaminare con lucidità i programmi dei “vincitori” cioè i partiti di destra, non potrebbe che ricavarne una impressione e cioè che l'ipocrisia regna sovrana e che la formidabile macchina propagandistica di Berlusconi ha fatto miracoli di rimescolamento di carte, ha fatto passare al nord messaggi antisud, antiimmigrati fondamentali di giorno indesiderati di sera (continua) |
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«Ogni forma di razzismo è peccato» |
di Don Gino RIGOLDI
Alcuni amici tra le milleottocento aziende italiane operanti in Romania mi dicono che hanno cominciato ad assumere rom e, con loro grande sorpresa, li hanno trovati operai attivi e intelligenti. Io stesso osservo a casa mia alcune decine di Rom che lavorano duro dalla mattina presto alla sera. Nessun dubbio che chi commette reati debba essere punito. Detto questo, è possibile oggi affermare che ogni forma di discriminazione razzista almeno nei suoi effetti è un grave peccato contro Dio? (continua) |
La guerra con l'Iran può essere più vicina di quanto si pensi |
di Lucio MANISCOAssordante il silenzio nel nostro paese sulle prospettive di una grande guerra mediorientale innescata da un attacco missilistico ed aereo statunitense e israeliano contro una presunta base iraniana per l’addestramento dei terroristi che uccidono i soldati americani in Iraq. Silenzio del governo Berlusconi, silenzio della maggioranza e della minoranza parlamentare, silenzio di politologhi ed esperti militari, silenzio dei mass media. Se ne parla e se ne scrive negli Stati Uniti e in Europa, non in Italia. L’ultimo e più allarmante annunzio di un’imminente apocalisse è stato dato il 9 maggio dal periodico di destra The American Conservative: con il titolo “La guerra con l’Iran può essere più vicina di quanto si pensi” (continua) |
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Tornano le leggi razziali |
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Il governo ha preparato il piano sicurezza in cinque punti. Non è chiarissimo quali sono. Solo due o tre cose sono chiare. Prima, la condizione, drammatica, di clandestinità (cioè immigrazione irregolare) diventa un reato penale. Si va in prigione perché si è ladri, o assassini, o truffatori, o violentatori oppure perché si è stranieri. Secondo, i cosiddetti Cpt (centri di permanenza temporanea per persone extracomunitarie senza permesso di soggiorno) diventano centri di detenzione. Più o meno, campi di concentramento. Terzo - e questa è la novità storicamente più rilevante - a Milano (per ora) viene nominato dal ministro dell'Interno un commissario straordinario «all'emergenza rom». Perché diciamo che è storicamente rilevante? (continua) |
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Di Pietro: «Travaglio sotto attacco perché racconta la verità» |
E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d'oro della mafia, come lo fu Schifani?
Ed allora, che male c'è se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l'opinione pubblica?
Traduzione dell’articolo de El Pais: “
Schifani, colaborador de Berlusconi, nuevo presidente del Senado italiano” |
il nano è tratto! |
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Gioiosa, oltre ogni aspettativa, la prima salita al Colle del presidente Silvio Berlusconi, il 28 aprile 1994. Tenera e ribalda la seconda, "non sono più un dilettante", il 9 giugno 2001. Cupa, decisamente, se non addirittura svogliata la terza ascesa, il 23 aprile 2005. Tre presidenti della Repubblica - Scalfaro, Ciampi e Napolitano - l'hanno chiamato nell'arco 14 anni al Quirinale per fargli fare il governo, ma la salita di Silvio IV è senz'altro la più silenziosa, la più composta e forse, anche per questo, la più enigmatica. Si tratta pur sempre di un'esposizione alle telecamere che dura pochi minuti. (continua) |
Raffaele e le anime nere di Verona educazione di un neonazista |
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di Giuseppe D'AVANZO
Nicola e Raffaele - Nicola dieci anni prima di Raffaele, dieci anni prima di essere ucciso da Raffaele - hanno studiato nello stesso liceo, lo "Scipione Maffei", fiero di essere il più antico liceo d'Italia. Nato nel 1804, promosso da Bonaparte, il "Maffei" è orgoglioso della sua storia bicentenaria, ma anche delle virtù custodite, generazione dopo generazione, in una carta dei valori che onora "lo spirito critico; la laboriosità; la legalità; l'assunzione di responsabilità; la coscienza dei diritti e dei doveri". (continua)
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La forza devastante della propaganda |
di Susanna RICCIARELLIEra il 1973 quando Pasolini disse che, visti i programmi televisivi, si apprestavano tempi duri per l'Italia e ancora non aveva visto le tv private. Ma decenni di martellamenti, lavaggi di cervello, programmi cretini e demenziali ci hanno trasformato in un popolo completamente soggiogato dalla propaganda televisiva, dal becerume violento delle trasmissione che chiamano verità, dall'incredibile voyeurismo dei reality, dai mostri creati ad arte e ci hanno trasformato in un popolo disimpegnato, che vuole solo il frivolo, che vuole appparire e consumare anche quando non ne ha i mezzi, in un popolo che ha come modello di riferimento ricchi e veline. In questi scenari come non poteva trionfare Berlusconi? (continua) |
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Orrore a Beit Hanun, uccisi quattro bimbi |
GAZA - Orrore a Beit Hanun, campo profughi nel nord della Striscia di Gaza. Quattro bambini palestinesi sono rimasti uccisi, da una cannonata che ha centrato la loro casa mentre stavano facendo colazione. La mamma, ferita gravemente, è morta dopo il ricovero in ospedale. A fare fuoco è stato un mezzo dell'esercito israeliano impegnato in un raid nel territorio controllato dal movimento islamico Hamas partito in risposta al lancio di razzi Qassam contro il sud di Israele. I piccoli erano fratellini con un'età compresa tra i 6 anni e i 15 mesi. Lo hanno riferito i servizi di emergenza palestinesi, secondo cui tra le vittime ci sono anche due miliziani.... (continua)GAZAUSCHWITZ (attenzione le immagini possono urtare la sensibilità dei lettori) |
I complici |
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C'era una volta il sindacato |
di Maurizio AMAGLIANI
Leggo con stupore dalle colonne del Resto del Carlino le affermazioni di due sindacalisti che rispondono al nome di Stefano Tenenti (CGIL) e Luca Talevi (CISL) i quali oltre a chiedere al neo eletto Sindaco, il rispetto dei contratti, cosa sacrosanta probabilmente ovvia, non perdono l’occasione per denigrare la società che ancora per non molto ho l’onore di presiedere arrivando ad invocare la chiusura della stessa. Sono sempre stato vicino e rispettoso della sensibilità sindacale, pur non avendo mai avuto una tessera in tasca, ma veramente ora si oltrepassa tutti i limiti, non si era mai visto prima d’ora un sindacalista chiedere con insistenza (continua) |
C'è chi vorrebbe cancellare la memoria del fascismo. |
| di Anubi D'AVOSSA LUSSURGIU (su Liberazione) Non c'entra solo né tanto il disastro elettorale del cartello di Sinistra Arcobaleno. C'entra, nel clima del prossimo 25 aprile, sessantatreesimo anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo, qualcosa che viene prima. E che va ben oltre il destino d'una sinistra politica e della sua rappresentanza - perduta. Nell'esplicito attacco alla celebrazione di questa data e con essa della Resistenza, nella speculare timidezza del Partito democratico, c'entra una spallata definitiva alla Costituzione repubblicana, che è stata a lungo preparata. E che ha preso vigore dal quadro complessivo della campagna elettorale appena trascorsa. La rincorsa alla riduzione dell'espressione democratica in un prefigurato presidenzialismo, la convergenza nel discorso della "semplificazione", la sovrapposizione in un nazionalismo anacronistico (nel senso del "saltare" tutte le distinzioni nella storia nazionale), infine la stessa indistinguibilità dei maggiori schieramenti su temi fondamentali per la natura d'una democrazia quali la «sicurezza» ossia la fungibilità dei diritti o il «primato del mercato» ossia l'abdicazione dall'impegno per l'uguaglianza: tutto ciò ha di fatto espulso dalla percezione della politica quel che un tempo si chiamava «lo spirito» della Costituzione. Così dopodomani c'è l'occasione, un'occasione estrema, per dire che non questo Paese ma questa politica - informazione compresa - è senza memoria. |
Ripartiamo da noi, ripartiamo da Rifondazione Comunista |
di Massimo MARCELLI FLORIIl terremoto politico che ha investito la sinistra italiana deve interrogare, e a fondo, tutti coloro che a vario titolo vi si riconoscono. Tempo fa dicevo che sarebbe stato utile ancor prima di mettere in campo forzati cartelli elettorali, interrogarsi sul come potessero coesistere ideali, pratiche, culture, forme cosi palesemente diverse, una su tutte, la differenza di valutazione del governo propriamente inteso, o è il fine o è il mezzo, non è la stessa cosa! A questa esigenza venne comunque imposta l’immediata strutturazione della “sinistra, l’arcobaleno”. Con tutta ovvietà l’esigenza di una aggregazione che si potesse porre in competizione con i grandi blocchi era (ed è) sotto gli occhi di tutti, in un quadro politico che punta spietatamente al bipartitismo e con una legge elettorale che di fatto strangola la rappresentanza non vi era oggettivamente alternativa. (continua)
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Morti bianche, la strage continua, Sei vittime in un solo giorno |
Ancora morti bianche, ancora gravissimi incidenti sul lavoro. Una giornata tragica, quella di oggi. Le vittime sono state sei. Due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera. A Frosinone un operaio è morto cadendo da un tetto. Nel Ferrarese un altro è stato investito da un Eurostar, mentre a Monfalcone un lavoratore è rimasto schiacciato in un macchinario. Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco. Una vittima all'Ilva di Taranto. L'episodio più grave si è verificato questo pomeriggio a Este, in provincia di Padova. Stefano Trovò, 42 anni, titolare di una ditta di trasporti, e suo fratello Diego, 34 anni, sono stati colpiti da una scarica elettrica alla "Eurosfusi", un'azienda di Schiavonia d'Este. (continua) |
Potere e bipartitismo |
di Susanna RICCIARELLISembra e dico, sembra, che stavolta il potere sia riuscito a far digerire il bipartitismo al popolo italiano, un bipartitismo ancora imperfetto, rudimentale, ma a sentire i soloni del mito delle moderne potenze occidentali, chissà perchè quando si vuol far passare una scempiaggine al popolo italiano si dice sempre così “ lo fanno anche le moderne potenze occiidentali”, in dirittura d'arrivo. Dico sembra perchè in questo paese non si può mai dire niente e poi perchè gli italiani questo bipartitismo non l'hanno mai amato ma solo subito. (continua) |
Pianto o riso? Messaggio di Berlusconi ai giornalisti |
di Paolo GIORDANILa situazione assumerebbe toni grotteschi, se non fosse per la sua drammatica emblematicità. Stiamo parlando del “mitra” che Berlusconi ha mimato alla giornalista russa, ma soprattutto stiamo parlando di come i media hanno trattato la notizia. Oggi pomeriggio, al lavoro, getto uno sguardo sul sito dell’Unità; si dice che la giovane giornalista, rea di aver rivolto una domanda indiscreta a Punti sul suo possibile divorzio, quando ha visto il minacioso gesto di Berlusconi (vedi foto), è scoppiata in lacrime (anche perché in Russia i giornalisti muoiono davvero, vedi Anna Politovskaja). Tornando a casa, verso le 20, mi sintonizzo sul GR2. Qui invece il tono è molto diverso, si dice che il gesto di Berlusconi era del tutto scherzoso e che così è stato accolto e che alla fine tutto si è concluso tra le simpatiche risa dei giornalisti astanti. A questo punto mi incuriosico. Arrivato a casa accendo la tv. Alle 20.30 c’è il TG2. Chissà che dirà il secondo tg della tv pubblica sull’accaduto? Niente. Semplicemente nessun cenno sul “simpatico” gesto. Insomma che dire di tutto questo? Nulla. I giornalisti della Rai danno il “Benvenuto” al nuovo presidente! Del resto il messaggio del cavaliere, mitra in mano, ai giornalisti che non si piegano mi pare molto eloquente: giornalista avvisato mezzo salvato. |
| "Non ci arrenderemo mai" (Circolo Gramsci) |
| Dove vola l'avvoltoio (Circolo Gramsci) |
| Il simbolo della pace compie 50 anni (Circolo Gramsci) |
| Cinque tristi candeline sul pantano della guerra (Circolo Gramsci) |
| Un uomo con le idee chiare... o no? (Circolo Gramsci) |
| Fininvest e riciclaggio (Circolo Gramsci) |
| Torture e impunità nell'inferno di Bolzaneto (Circolo Gramsci) |
| La Repubblica monarchica (Circolo Gramsci) |
| Appello per Gaza (Circolo Gramsci) |
| vale ancora l'8 marzo? (Circolo Gramsci) |
| Auguri a tutte le donne (Circolo Gramsci) |
| Molfetta, strage senza fine (Circolo Gramsci) |
| Kosovo: è nato il 51° stato U.S.A nel centro d'Europa (Circolo Gramsci) |
| Il riposo del guerrigliero (Circolo Gramsci) |
| Legge 194: Aperta la caccia alle streghe (Circolo Gramsci) |
| Bankitalia, per lavoratori dipendenti redditi fermi dal 2000 al 2006 (Circolo Gramsci) |
| La crisi di governo (Circolo Gramsci) |
| Caso Cuffaro. La specchio del degrado della nostra democrazia (Circolo Gramsci) |
| Mastella e il Papa aprono la crisi (Circolo Gramsci) |
| L'embargo infinito di Cuba (Franca Bassani) |
| Colpevole ma contento (Circolo Gramsci) |
| Corni, mozzarelle e voti, così Clemente creò il partito formato-famiglia (Circolo Gramsci) |
| Il primato che ritorna (Rossana Rossanda) |
| Il 21 gennaio 1921 nacque a Livorno il Partito Comunista d’Italia (Circolo Gramsci) |
| Acciaio insanguinato (Renato Montironi) |
| Cara Binetti mi creda, il samaritano di Gerico era gay (Don Tonio Dell'Olio) |
| 7 novembre 1917 - 7 novembre 2007 (Circolo Gramsci) |
| Sicurezza: vogliamo parlarne? (Circolo Gramsci) |
| G8, no alla commissione di inchiesta (Circolo Gramsci) |
| Apologia di comunismo l´Udc inventa un reato (Circolo Gramsci) |
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| Birmania. Scatta la repressione nel vuoto delle democrazie occidentali (rifondazione.it) |
| Sull'aborto la Chiesa scomunica Amnesty International (Circolo Gramsci) |
| Il diavolo è straniero (Circolo Gramsci) |
| Il messaggio alla nazione del "furbetto del motorino" (GENNARO CAROTENUTO) |
| Prima condanna per la Polizia al G8 del 2001 (Circolo Gramsci) |
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| C'è una sola guerra da fare. E' quella contro il lavoro che uccide. Cerchiamo volontari! (Circolo Gramsci) |
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| Elezioni francesi, partita aperta al centro (Circolo Gramsci) |
| Strada attacca Prodi e Karzai. "Restiamo solo se liberano Hanefi" (Circolo Gramsci) |
| Cosa pensano e vogliono gli attivisti di Rifondazione? (Circolo Gramsci) |
| Montezemolo? Parla con la pancia piena (Corriere della Sera) |
| I video di Crozza criticati dal segretario particolare del Papa (Circolo Gramsci) |
| Il naufragio degli albanesi e la giornalista Pivetti (Circolo Gramsci) |
| No ai diktat della Chiesa sulla politica. Lo dicono sei italiani su dieci (Circolo Gramsci) |
| I soloni della morale e il linciaggio di un uomo (Circolo Gramsci) |
| Unità sì, ma non rinunciamo alla diversità (Circolo Gramsci) |
| I quattro anni della guerra di Bush. Migliaia di morti e la pace lontana (Circolo Gramsci) |
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| Dico. Oltre 50mila in piazza Farnese (Circolo Gramsci) |
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| G8. La Corte di Strasburgo dichiara ammissibile il ricorso della famiglia Giuliani (Circolo Gramsci) |
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| Bertinotti: 'Contro l'antipolitica ricostruire una cultura politica di sinistra' (Circolo Gramsci) |
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| Un po' di autoironia (Circolo Gramsci) |
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di Angelo D'orsi (da "il Fatto Quotidiano")

di Gianrico CAROFIGLIO

di Marco TRAVAGLIO
Dal 27 dicembre Gaza è martoriata dalle bombe dell’aviazione israeliana. È una tragedia di proporzioni enormi: In quel fazzoletto di terra vivono oltre 1,5 milioni di persone: stipate in una città senza vie di fuga, coi valichi alle frontiere chiuse, sotto embargo di medicinali, cibo, carburante, acqua. Dopo 12 giorni di bombardamenti incessanti ed azioni militari di terra, il bilancio è drammatico: 720 morti, di cui 220 bambini e 3 mila feriti. Questo massacro di civili inermi viola ogni principio del diritto internazionale e calpesta ogni 


Intervista a Alex ZANOTELLI di Adriana POLLICE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge su «misure contro la prostituzione» messo a punto dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna.
di Claudio GRASSI

Venticinque giugno 1978. Gli occhi di milioni di spettatori sono puntati verso le televisioni che trasmettono l'ultima partita dei mondiali che si svolgono in Argentina. Le bluse bianco azzurre, strisce verticali, si giocano la finale contro gli arancioni dell'Olanda. Che fra le loro fila hanno un' assenza significativa: manca Johan Cruijff, che si è rifiutato di andare a giocare in un Paese in cui si stanno massacrando gli oppositori politici... [
di Checchino ANTONINI
di Marco SFERINI
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GAZA - Orrore a Beit Hanun, campo profughi nel nord della Striscia di Gaza. Quattro bambini palestinesi sono rimasti uccisi, da una cannonata che ha centrato la loro casa mentre stavano facendo colazione. La mamma, ferita gravemente, è morta dopo il ricovero in ospedale. A fare fuoco è stato un mezzo dell'esercito israeliano impegnato in un raid nel territorio controllato dal movimento islamico Hamas partito in risposta al lancio di razzi Qassam contro il sud di Israele. I piccoli erano fratellini con un'età compresa tra i 6 anni e i 15 mesi. Lo hanno riferito i servizi di emergenza palestinesi, secondo cui tra le vittime ci sono anche due miliziani.... 
di Massimo MARCELLI FLORI
Ancora morti bianche, ancora gravissimi incidenti sul lavoro. Una giornata tragica, quella di oggi. Le vittime sono state sei. Due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera. A Frosinone un operaio è morto cadendo da un tetto. Nel Ferrarese un altro è stato investito da un Eurostar, mentre a Monfalcone un lavoratore è rimasto schiacciato in un macchinario. Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco. Una vittima all'Ilva di Taranto. L'episodio più grave si è verificato questo pomeriggio a Este, in provincia di Padova. Stefano Trovò, 42 anni, titolare di una ditta di trasporti, e suo fratello Diego, 34 anni, sono stati colpiti da una scarica elettrica alla "Eurosfusi", un'azienda di Schiavonia d'Este.
di Paolo GIORDANI