Rifondazione Comunista

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l'equazione

riceviamo e pubblichiamo
Leggo oggi sul corriere adriatico che Piero Donati che è oggi consigliere comunale dell'UDC a Falconara che sostiene Brandoni (PdL), sarà candidato alle elezioni Regionali sostenendo Spacca (PD), quindi se verrà eletto sarà consigliere regionale con il PD e consigliere comunale con il PdL !
Quindi, se DONATI:SPACCA=DONATI:BRANDONI allora possiamo dire che DONATI:PD=DONATI:PdL quindi ancora, visto che Donati è sempre lui, PD=PdL è giusto?
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Lettera aperta dell'Assessore regionale Marco Amagliani ai lavoratori dell'Api di Falconara

La strategia aziendale della raffineria Api, contenuta nel piano industriale presentato ai sindacati, prevede la riduzione di 140 unità di personale presso la raffineria di Falconara. L’amministratore delegato dell’Api lo ha ripetuto anche nel corso dell’audizione presso la Commissione consiliare regionale, precisando che la riorganizzazione dell’impianto andrà realizzata a prescindere dalla sorte delle progettate centrali elettriche. Le cronache quotidiane, dominate ormai da tempo dai numeri  sulle crisi aziendali, non aiutano purtroppo a chiarire che per l’Api non si tratta affatto di un’azienda in crisi. La raffineria, secondo la recente accreditata classifica della Fondazione Merloni occupa stabilmente il 9° posto per fatturato tra le prime cento aziende marchigiane e, contrariamente alla stragrande maggioranza delle altre, ha visto il proprio volume di vendite crescere nel 2008 del 13% rispetto al 2007. Dunque la scelta è quella di abbattere, attraverso i licenziamenti, i costi di produzione dei prodotti petroliferi. Ma è poi vero che la stessa produzione si può fare con 140 lavoratori in meno? Probabilmente si, se si decide di lavorare di più e in condizioni più precarie. La produttività, appunto! Attenzione però, la raffineria non è una fabbrica come le altre, è catalogata dalla legge come impianto a rischio di incidente rilevante, tanto che l’area su cui sorge, e quella circostante, è classificata dal ministero dell’ambiente come sito inquinato di interesse nazionale. L’impianto prescrittivo ed il protocollo d’intesa che l’Api ha sottoscritto con la Regione all’atto del rinnovo della concessione prevedono al contrario una serie numerosa di prescrizioni che la raffineria deve rispettare se vuole convivere con il territorio, prescrizioni che si traducono nella necessità di investimenti continui e consistenti per la manutenzione, per il miglioramento delle tecnologie, per il monitoraggio e la bonifica dell’ambiente in cui è inserita e che in tutti questi anni ha danneggiato. Con 140 lavoratori in meno questa convivenza diventa più pericolosa. Io penso allora che il confronto con l’Api debba svilupparsi sugli impegni che la raffineria deve mantenere, a partire dalla bonifica del sito e da una manutenzione dell’impianto più efficiente. Su questo terreno, da subito, c’è lavoro per tutti, sapendo però che in cima alle priorità della Regione non ci sono i profitti dell’Api bensì la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Ecco i motivi per i quali condivido tutte le vostre preoccupazioni e sostengo con convinzione la vostra lotta.

Marco Amagliani Assessore all’Ambiente della Regione Marche

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Impianto a mare dell’api fuori esercizio per numerose disfunzioni a seguito di un’ispezione dei vigili del fuoco all’isola fissa

Marco AMAGLIANI: ennesimo rischio per la sicurezza dell’ambiente e dei lavoratori

“Al ritorno dalle ferie dopo la pausa estiva, mi ha accolto una notizia molto preoccupante: una nota del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ha comunicato ai vari Enti interessati che l’impianto a mare dell’Api, chiamato “Isola Fissa” - Unità 3400 è stato posto fuori esercizio a causa dei numerosi malfunzionamenti degli impianti, recentemente rilevati nel corso di un’ispezione generale della Commissione locale di collaudo, costituita da Vigili del Fuoco, Capitaneria, e Provveditorato Opere a mare.  Ove le contestazioni sollevate rispondessero esattamente allo stato dei luoghi si tratterebbe dell’ennesimo episodio che mette a rischio la sicurezza dell’Ambiente e dei lavoratori, perché la nota dei VV.FF. non parla di lievi malfunzionamenti, ma di disfunzioni numerose e, aggiungo io, gravi: malfunzionamento dell’impianto idrico antincendio a schiuma, malfunzionamento del gruppo elettrogeno, perdite di liquido refrigerante e di olio dal gruppo elettrogeno, presenza di un ponteggio provvisorio non idoneo, carenze dell’impianto di illuminazione di emergenza e della segnaletica di sicurezza. Come dire, ce n’è per sorprendersi non poco. L’impressione personale è stata quella del ritorno al passato in tema di sicurezza delle persone e dei luoghi. O forse si pensa che il mare sia zona franca, o una “res nullius” in cui le norme per la sicurezza non vigono?  Voglio augurarmi che nel frattempo l’Api abbia provveduto a ripristinare le corrette condizioni di sicurezza  per la piena funzionalità di esercizio dell’Isola a mare, prescritte dai Vigili del Fuoco a cui va il mio apprezzamento per il rigore con cui svolgono un compito delicatissimo. La nota in questione dimostrerebbe che i reali pericoli per la Raffineria e nella Raffineria sono sempre più spesso rappresentati da comportamenti dell’azienda a dir poco discutibili. Ovviamente sarà mia cura verificare con i servizi regionali competenti la congruità di quanto certificato dalla nota dei VV.FF. e in caso affermativo, se esistono le condizioni giuridico amministrative per sanzionare il comportamento dell’azienda.”

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Quando si ignora la democrazia

di Marco AMAGLIANI

Il Governo è pronto a dire sì alle megacentrali elettriche dell’API- così dice l’ex vice ministro Baldassarri-  in barba alle scelte dei governi locali, ignorando perciò basilari regole di democrazia e partecipazione democratica, di collaborazione istituzionale, in pratica in dispregio della legittima rappresentanza dei cittadini. Ma ciò non ci meraviglia più di tanto, ormai è costume in questo Paese che dove non si può agire con regole già esistenti ma forse scomode,  si fanno leggi ad hoc… E’ il Ministro Scajola semmai che dovrebbe preoccuparsi di come verrà accolto il suo disegno di legge contro il quale, in sede di Conferenza Stato-Regioni,  si stanno mobilitando tutte le Regioni – di ogni colore politico – che contestano proprio l’erosione sistematica dei ruoli di governo del territorio. E del resto sarebbe l’ennesima dimostrazione della contradditorietà di questo Governo che da un parte spinge sulla riforma federalista quando c’è da assumersi responsabilità e impegni di spesa e dall’altra è altrettanto pronto a delegittimare, con un colpo di decreto, ruoli costituzionalmente previsti di autonomia e autarchia delle Regioni, accogliendo magari le richieste del momento e del miglior offerente… (un esempio palese in tal senso proprio in Lombardia, il cui Ente regionale sarebbe esautorato dall’emettere l’autorizzazione al trivellamento per ricerche petrolifere di un territorio tutelato e ciò in virtù di un emendamento introdotto e accolto nel ddl Scajola niente di meno che da un parlamentare Leghista!!! E di più con poteri a favore della Roma “ladrona” e con filiale a Bologna, sede di una società petrolifera australiana… ). Ognuno ne tragga le conclusioni che vuole. Se dunque il ddl Scajola entrasse in vigore entro l’estate, si aprirebbe un altro capitolo disgraziato della storia attuale, ma storia è una parola da dosare e da usare per azioni ben più alte. Qui si tratta solo di Società per Azioni- la cui nascita è auspicata del resto dallo stesso Baldassarri-  basta che siano azioni che tutelino gli interessi delle imprese, senza alcun interesse per la tutela dell’ambiente o peggio della salute dei cittadini. Nel ddl Scajola si maschera con il termine “semplificazione”, una strada in discesa per chi vuole agire nell’indifferenza delle regole che una comunità si dà,  in nome di una economia senza etica d’impresa. E così anche Baldassarri dimostra di essere il degno rappresentante di questo tipo di politica: ignorare i territori, le idee delle persone e agevolare solo quelle degli imprenditori e i grossi appalti. Ci preoccupa tuttavia la protervia centralista e camaleontica di questo governo e di più le sue politiche anacronistiche. Baldassarri liquida il significato di energia rinnovabile con un “non hanno senso”. Ha ragione lui e tutto il mondo ha torto. Questo Governo non si è ancora accorto che nel Paese dell’iniziativa privata per eccellenza - gli USA -  si va verso la green governance, verso politiche verdi di incentivazione ad investire nell’ambiente, mentre tutti i più importanti quotidiani del mondo titolano che il futuro dell’economia è nell’Ambiente e nelle energie rinnovabili, che queste potranno essere uno degli strumenti per superare la crisi economica, mentre la Ricerca focalizza la sua attenzione per trovare innovative soluzioni di sostenibilità delle fonti energetiche, mentre i più avanzati Paesi Europei vanno avanti su questa stessa strada, il Governo italiano cosa fa? Va indietro e declama la forza del nucleare…. Mi domando, come faremo di questo passo, a restare nella cerchia dei paesi più sviluppati?  Forse in un G8 dove la G sta per “gambero”... Se non avessi timore di essere preso sul serio ( non si sa mai come possono essere interpretate e talvolta “usate”le battute...) proverei a proporre di realizzare a Falconara un bel laboratorio di ricerca per la realizzazione della bomba atomica… così facciamo concorrenza all’Iran e alla Corea. Tanto nel futuro saremo destinati a rapportarci solo con questi Paesi, vista l’ottusità di questo governo.

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Il sindaco di Falconara non vuole vedere la realtà

di Marco AMAGLIANI
“Presentando recentemente a Falconara i primi risultati dell’indagine epidemiologica svolta dall’Istituto dei Tumori di Milano sulle popolazioni dei tre Comuni vicini alla raffineria, Falconara Chiaravalle e Montemarciano, avevo rivolto un appello ai sindaci affinché svolgessero presso i propri concittadini una forte sensibilizzazione per consentire all’Istituto dei Tumori di proseguire la ricerca, raccogliendo almeno i dati che nella prima fase non era stato possibile ottenere per una forma di diffidenza. Vorrei rinnovare questo invito perché i cittadini superino le diffidenze e prendano coscienza che sono di più i vantaggi, soprattutto se pensati nel lungo periodo, cioè in favore dei propri figli e nipoti.  E proprio il sindaco di Falconara  ha preso in parola questo invito e il giorno successivo all’illustrazione dei dati, nel comunicare  con orgoglio l’assegno staccato dall’Api al Comune, non ha visto altro che affermare che “quei dati non sono veritieri” perché ottenuti da un campione troppo piccolo. (continua)
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API Decreto Ambientale

di Marco AMAGLIANI
“No alla grande centrale termoelettrica a ciclo combinato da 520MWe, sì con prescrizioni al progetto per l’impianto da 60 MWe proposti dalla Raffineria Api a Falconara Marittima. E’ questo in sintesi il contenuto del parere tecnico che l’Ufficio competente in materia di valutazioni ambientali del Servizio Ambiente e Paesaggio ha emesso con decreto al termine del procedimento regionale previsto. Un parere frutto di un lavoro attento e rigoroso nei diversi profili che lo compongono, costruito in stretta collaborazione con gli uffici dell’Arpam, dell’Autorità di bacino nel quale si conferma la piena difformità dal Piano energetico ambientale regionale della megacentrale per ragioni di dimensioni, sito, tipologia e impatto della stessa in un’area fortemente stressata dal punto di vista ambientale e territoriale. (continua)
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parco eolico di iniziativa pubblica a camerino

di Marco AMAGLIANI
"Assoluta indifferenza alle ragioni strategiche dei nuovi rapporti energia – ambiente; nessuna considerazione delle ragioni dello sviluppo nelle aree più svantaggiate; gravi scorrettezze istituzionali; discutibilissime motivazioni culturali sulla tutela del paesaggio.” Questi i quattro elementi – secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani – contenuti nel decreto del Soprintendente (ad interim) ai beni architettonici ed al paesaggio delle Marche, con cui è stato annullata l’autorizzazione paesaggistica regionale all’impianto eolico di iniziativa pubblica della Comunità Montana di Camerino. (continua)
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"questo PEAR è tutto da rifare..."

di Marco AMAGLIANI
L’articolo dell’On. Ciccioli dal titolo “Questo PEAR è tutto da rifare”, apparso sul Corriere Adriatico del 5 agosto, è una apprezzabile lezione di economia dell’energia per oltre tre quarti della sua lunghezza, nei quali è ampiamente condivisibile. Diventa assai meno condivisibile nell’ultima parte laddove, arrampicandosi sugli specchi, egli cerca di dimostrare che il PEAR delle Marche è da buttare. Quando invece proprio le sue dotte premesse danno ragione al PEAR marchigiano. Secondo Ciccioli un buon piano energetico dovrebbe “mixare l’incentivazione al risparmio mediante accorgimenti tecnologici, l’eliminazione del superfluo e l’incremento di nuova produzione”. E’ esattamente quello che fa il PEAR. (continua)


"Un no deciso che viene da lontano"

di Marco AMAGLIANI
“Non siamo quel tipo di persone e di amministratori pubblici che si oppongono a qualsiasi decisione dello Stato che possa in qualche modo modificare la vita delle nostre comunità, ma sul problema della costruzione di Centri di permanenza temporanei per i cittadini immigrati, la nostra è una posizione chiara, coerente e motivata da ben tre anni. Vale a dire in tempi non sospetti.  “ Esordisce così l’assessore regionale all’immigrazione e servizi sociali, Marco Amagliani intervenendo nel dibattito che si è aperto a livello nazionale dopo che il Governo ha inserito nel cosiddetto pacchetto-sicurezza la destinazione a CPT delle sedi di caserme dimesse. (continua)


Il PEAR è innovativo e in linea con gli obiettivi europei

di Marco AMAGLIANI
“Il Piano energetico ambientale regionale è un piano innovativo e coerente con le politiche europee per l’energia e l’ambiente. Il riscontro da parte del territorio in termini di nuovi impianti, realizzati o proposti, e in termini di soggetti proponenti è stato molto positivo. Per quanto riguarda in particolare l’eolico, l’ostacolo principale non è di certo quello della normativa regionale come dichiarato dall’assessore Giaccaglia; piuttosto è la volontà di rimettere continuamente in discussione l’unico approccio, quello del PEAR (Piano Energetico ambientale regionale), capace di coniugare lo sviluppo dell’economia regionale con la lotta ai cambiamenti climatici.” (continua)


Per una politica energetica davvero sostenibile

COMUNICATO STAMPA ASSESSORE REGIONALE MARCO AMAGLIANI
“Si insiste ossessivamente da più parti nella richiesta di  verifica del PEAR.  Ricordo che è prevista ogni anno istituzionalmente dal piano stesso e verrà puntualmente fatta. Faccio altresì notare che la Commissione Europea, ha approvato il pacchetto di proposte legislative fissando gli obiettivi sintetizzati con la sigla "20-20-20" per contrastare i cambiamenti climatici, cioè 20 per cento della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20 per cento dell'efficienza e un taglio del 20 per cento nelle emissioni di anidride carbonica. Traguardi da raggiungere tutti entro la data del 2020. (continua)


La ciclica richiesta di revisione del PEAR (Marco Amagliani)
Le forme della partecipazione nel governo del territorio (Circolo Gramsci)

E' scomparso il compagno Quinto Antinori

Le compagne e i compagni del Circolo Antonio Gramsci del PRC di Falconara, esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del compagno QUINTO ANTINORI
iscritto al partito fin dalla sua nascita e segretario della Federazione di Fermo. 
Siamo vicini e partecipiamo al dolore della moglie e delle figlie.



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